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CORONAVIRUS: LA CHIESA

Dalla Diocesi di Cremona nuove regole: «Ora tutti più responsabili»

Il vescovo Antonio Napolioni invia una lettera a sacerdoti, diaconi e religiosi: «Attenzione al bene comune»

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2022 - 08:31

Dalla Diocesi di Cremona nuove regole: «Ora tutti più responsabili»

Il vescovo di Cremona Antonio Napolioni

CREMONA - Il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni è stato molto chiaro. E dopo la comunicazione diffusa nei giorni scorsi dalla Segreteria generale della Cei, con le principali attenzioni da osservare per garantire la sicurezza dei fedeli nelle celebrazioni e nelle altre attività pastorali fino a quando persisterà il pericolo pandemico, ha inviato una lettera a sacerdoti, diaconi e religiosi della diocesi. Nella missiva il vescovo invita ad «essere testimoni di fiducia, senso di responsabilità e attenzione al bene comune, compiendo un atto di amore che è costituito dalla vaccinazione anti Covid». Un invito che Napolioni estende anche ai fedeli, in particolare coloro che hanno responsabilità educative e pastorali. «Non sto a ripetere le tante motivazioni che giustificano questa richiesta», ha scritto il Vescovo nella sua lettera, «e faccio appello al Sensus Ecclesiae che per noi cristiani dovrebbe essere un ulteriore fattore di discernimento».

PRUDENZA NEI COMPORTAMENTI

Nel suo scritto monsignor Napolioni esprime un concetto fondamentale. «I fedeli partecipanti alle nostre celebrazioni, siano messi in grado di confidare nella nostra necessaria prudenza nei comportamenti. Per questo diventa opportuno che i presbiteri, per prestare servizio nelle celebrazioni, abbiano sempre cura di trovarsi in una delle tre condizioni previste dalla legge: vaccinazione, guarigione da non oltre 180 giorni, o test negativo da non oltre 48 ore». Ma non solo. Il vescovo si spinge oltre e in modo assertivo esprime una richiesta precisa. «Personalmente vorrei che la Santa Comunione fosse distribuita (e a maggior ragione, portata agli ammalati), da ministri vaccinati. Qualora ciò non fosse possibile, si incarichi ad actum una persona idonea, religiosa o laica, dotata di avvenuta vaccinazione». Nella lettera, inoltre, si sottolinea l’importanza di continuare ad avere la massima cura delle precauzioni igieniche nella preparazione del necessario alla liturgia, tenendo sempre coperte le Specie eucaristiche sull’altare, per esempio, ma non solo. Ricordando anche che nelle circostanze attuali non è ancora possibile distribuire la Comunione direttamente in bocca.

ORATORI E ATTIVITA' PASTORALI

E mentre monsignor Napolioni ribadisce chiaramente la sua posizione, anche l’Osservatorio giuridico regionale diffonde alcune precisazioni rispetto alle situazioni concernenti oratori e attività pastorali. Le novità sono legate in particolare all’obbligo vaccinale introdotto per tutti coloro che abbiano compiuto 50 anni, l’uso delle mascherina Ffp2 obbligatorio in alcune circostanze, come, per esempio, i trasporti e quando è necessario il Green pass rafforzato. Riguardo all’accesso agli oratori, che di fatto non sono circoli ricreativi e gli eventuali giochi dei ragazzi con il pallone, non sono qualificabili secondo l’Osservatorio, come «pratica sportiva». Quindi non è necessario il Green pass. La certificazione verde rafforzata è richiesta, invece, e obbligatoriamente, per usare docce e spogliatoi e ai tesserati di associazioni sportive per lo svolgimento delle loro attività. Ai partecipanti a eventuali tornei sportivi organizzati anche dalla parrocchia, a coloro che, gratuitamente o con pagamento di un corrispettivo, ottengano in concessione il campo per praticare uno sport di squadra. Insomma, stretta decisa anche per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione del mondo pastorale.

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