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CORONAVIRUS. LE CONSEGUENZA

L'Avis di Cremona perde 163 iscritti, invito ai giovani

L'appello: «Non abbiate paura del Covid. Ragazzi, ritornate a donare»

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

16 Gennaio 2022 - 11:32

 L'Avis di Cremona perde 163 iscritti, invito ai giovani

CREMONA - «Ragazzi donate, siete voi il nostro futuro». Dietro la richiesta di Avis Comunale Cremona, c’è molto più di un appello accorato alle giovani generazioni ad assicurare continuità ad un servizio importante quanto vitale. C’è tutta la preoccupazione per una situazione che i numeri mettono nitidamente in luce, smascherando gli effetti collaterali a lungo termine dell’emergenza Covid.

DONAZIONI IN CRESCITA, EMORRAGIA DI SOCI.

A bilancio 2021, se da un lato le donazioni sono cresciute passando da 10.818 a 10.823, grazie alla tenacia dei donatori, dall’altro si registra un’emorragia di soci: in un anno se ne sono persi 445. La fuoriuscita è stata tamponata dall’ingresso di 282 soci (250 quelli nuovi e 32 quelli che si erano allontanati e sono stati ripresi).

A saldo, nel 2021, si hanno così 5.014 iscritti, quando il 2020, anno tra i più difficili e complessi, si era chiuso con 5.177. «Va precisato che la nostra sede riesce a sopperire ad ogni esigenza indicata dal centro trasfusionale dell’ospedale – puntualizza il presidente Giuseppe Scala —. Anche nel 2021 il numero di donazioni mensile è stato in linea con gli anni precedenti, dando risposta a qualsiasi tipo di richiesta e coprendo il fabbisogno di sangue. Per questo vanno ringraziati, ad uno ad uno, tutti i nostri donatori, che non si sono mai fermati. Anzi: qualcuno ha donato più volte, sopperendo alla carenza di soci, che certamente è un tema che dobbiamo affrontare».

avis

Soci Avis impegnati nella donazione

Una criticità che ha tante sfaccettature: «A lasciarci perplessi sono le 250 defezioni senza una ragione – spiega la vicepresidente Andreina Bodini, commentando i dati —. Quando qualcuno rinuncia al suo impegno chiediamo sempre il perché, per capire se è possibile intervenire per aiutare: molti prendono la decisione per motivi di lavoro o studio, qualcuno per salute, ma la quota più grande è di chi non ci ha comunicato nulla. Credo che molto abbia a che fare con il Covid: la paura o forse anche i tempi che si sono dilatati per le sedute, necessari per mettere in atto tutte le procedure di sicurezza e sanificazione».

Non preoccupa l’immediato: «Non siamo in emergenza in ora – precisa il vicepresidente Vittorio Cavaglieri – ma il trend ci fa riflettere. Per questo serve muoversi per tempo, cercando di trattenere i nostri donatori e invitando altri ad esserlo: ogni donatore in più è una risorsa preziosa per tutti».

MANCANO I 18ENNI FRA I DONATORI.

Eppure, a bilancio 2021 vanno messe anche le 281 domande di aspiranti donatori, contro le 261 del 2020: «Ma mancano i 18enni – racconta ancora Bodini –. Nel 2021 solo 18 si sono fatti avanti. Ed è qui che va proiettata la nostra attenzione: dobbiamo puntare sui ragazzi per dare un futuro ad Avis. Lo zoccolo duro c’è, ed è rappresentato da chi ha più di 55 anni e al quale diciamo un enorme grazie. Ma occorre pensare con lungimiranza».

E anche in questo caso, la pandemia ha avuto un ruolo: «Abbiamo dovuto sospendere tutte le attività di promozione nelle scuole – spiega il presidente Scala –, appuntamenti importanti per fare conoscere la realtà Avis e l’importanza del dono del sangue. Manca questo rapporto diretto con le nuove generazioni ed è a loro che ci rivolgiamo ora per spingerli a fare un gesto che cambia la vita». Di chi dona e di chi riceve.

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