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SAN GIOVANNI IN CROCE

Inclusione alla Steelcover: assunto un disabile per l'orto sociale

Il titolare: «Per le caratteristiche della persona il lavoro all’interno della carpenteria non sarebbe stato adatto. Da lì l'idea di produrre prodotti agricoli dietro lo stabilimento»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

15 Gennaio 2022 - 05:15

Inclusione alla Steelcover: assunto un disabile per l'orto sociale

La carpenteria Steelcover

SAN GIOVANNI IN CROCE - Orto sociale sinergico aziendale alla carpenteria Steelcover, grazie alla collaborazione tra la ditta di San Giovanni in Croce e il progetto «Legami di Terra – Orti Sociali Sinergici», avviato dal Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali come occasione di inserimento lavorativo di persone in carico ai servizi territoriali, senza lavoro, o con disabilità.

Dopo le esperienze pubbliche avviate a Casalmaggiore, Vicobellignano, Scandolara Ravara e Drizzona, lunedì scorso è iniziato dunque un analogo esperimento, ma in ambito privato. Una novità assoluta.

«È partito tutto dal fatto che la mia azienda, avendo 18 dipendenti, ha l’obbligo di assumere una quota di lavoratori invalidi in modo da garantire loro la non esclusione dal mercato del lavoro», spiega il titolare della Steelcover, Gianmario Delvò di Solarolo Rainerio.

AZIENDE CON PIU' DI 14 DIPENDENTI.

Le aziende con più di 14 dipendenti devono infatti per legge riservare una quota destinata a categorie protette o invalidi civili con percentuale di invalidità dal 46 al 100%, invalidi del lavoro con percentuale di invalidità superiore al 33%, gli invalidi per servizio (ex dipendenti pubblici, compresi i militari), invalidi di guerra e civili di guerra con minorazioni dalla prima all’ottava categoria, i non vedenti e i sordomuti. I datori di lavoro che impiegano un numero di dipendenti dai 15 ai 35, sono obbligati ad assumere un disabile, com’è avvenuto per la Steelcover.

«Il Concass si è fatto avanti proponendomi di assumere una persona e così abbiamo fatto un colloquio – racconta l’imprenditore —. È emerso che per le caratteristiche della persona il lavoro all’interno della carpenteria non sarebbe stato adatto e così, avendo un pezzo di terra dietro lo stabilimento, ho pensato che questa persona potesse occuparsi di creare in quello spazio un orto. La proposta è andata a buon fine. Il nuovo dipendente è contento, perché può svolgere una mansione che gli piace, avendo già esperienze e conoscenze in tal senso, e quando saranno pronti i prodotti l’idea è di distribuirli agli altri dipendenti, applicando così anche una forma di welfare aziendale».

I lavoratori della Steelcover, insomma, potranno avere gli ortaggi prodotti nello spazio aziendale. Un esperimento sociale che il Concass ha avviato all’insegna di uno spirito di inclusione costruttivo per tutti.

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