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CORONAVIRUS: LA QUARTA ONDATA

Mille telefonate all’ora, il tracciamento diventa «missione impossibile»

I contact tracers di Ats Val Padana mobilitati come mai era successo in passato. Ma adesso per gli «investigatori» del Covid la sorveglianza è sempre più difficile

Bibiana Sudati

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

10 Gennaio 2022 - 05:05

Mille telefonate all’ora, il tracciamento diventa «missione impossibile»

CREMONA - Mille telefonate ogni ora; centinaia di mail da smistare e una media di 3.500 casi positivi giornalieri da gestire e seguire: sono i numeri, impressionanti, che stanno rendendo il contact tracing una missione impossibile in provincia di Cremona. Ed è questa la quotidianità che il personale di Ats Val Padana si trova ad affrontare. Una situazione di grave emergenza che si sta cercando di mitigare con ogni risorsa possibile: un centinaio gli operatori assegnati in pianta stabile al servizio di tracciamento, distogliendoli da altri uffici. Tutte le energie sono concentrate lì, nel circoscrivere quanto più possibile il contagio.


«In queste settimane abbiamo cercato di tenere duro, ma con questi numeri il tracciamento tradizionale non è più possibile –

Stiamo cercando di tenere duro ma con i numeri di questi giorni il controllo tradizionale
è già saltato Dobbiamo gestire 20.000 casi

spiega la dottoressa Silvana Cirincione, direttrice sanitaria di Ats – . Faccio un raffronto per rendere più chiaro il quadro: se tra il 22 e il 23 dicembre il numero dei nuovi positivi si aggirava tra i 500 e i 600 al giorno, ora si parla di 3.500-3.700 tra Cremona e Mantova, che per noi significano altrettante prime telefonate da fare. Sabato 8 gennaio siamo arrivati a 3.725, 1.733 a Cremona e 1.992 a Mantova. Di questi, tra 700-800 riguardano l’ambito scolastico. I numeri sono esplosi e si moltiplicano se teniamo conto del lavoro che su ognuno va fatto nel periodo della quarantena: arriviamo a 18-20 mila casi da gestire». Umanamente impossibile da sostenere con i vecchi strumenti. È così che la tecnologia è entrata in gioco, insieme alla necessità di chiedere il coinvolgimento diretto dei cittadini: «A maggio – rivela Cirincione – ci siamo dotati di un software che ora hanno in dotazione le otto Ats Lombarde e che le mette a sistema sotto la regia regionale. In questo modo abbiamo un tracciamento uguale che ci permette di continuare a lavorare coprendo questi numeri. Come funziona? Si parte dal tampone, sia antigienico sia molecolare: se risulta positivo, viene comunicato sulla piattaforma regionale – spiega Cirincione –. Da quel momento si entra nel sistema di controllo che in automatico invia un sms alla persona contenente tutte le informazioni necessarie per compiere i passaggi successivi in autonomia e non più attraverso di noi. Importantissimo è avere fornito un numero di cellulare corretto. Si accede così ad un link dove, in modo semplice, si può scaricare il certificato di isolamento, si possono indicare i contatti stretti e prenotare il tampone. Attraverso una dashboard possiamo monitorare la situazione e intervenire direttamente se necessario: in particolare, possiamo verificare chi ha ricevuto l’sms e chi no, chi ha effettuato i passaggi indicati e chi non ha interagito».


Resta cruciale l’aiuto dei cittadini: «È fondamentale – sottolinea ancora la ds – . ma esiste comunque un 18-20% di situazioni in cui a causa di errori o dell’assenza di un telefono cellulare, siamo ancora noi a contattare le persone. È lì che ora ci stiamo concentrando». Oltre a gestire l’invasione di mail che arrivano da scuole, medici e cittadini su ogni indirizzo; e oltre al quel migliaio di telefonate all’ora per richieste di informazioni, di certificazioni Green Pass e di altri servizi ordinari che restano comunque attivi e per i quali è stato predisposto il supporto di altri 20 operatori.

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