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L'APPELLO DI BALOTTA

"Over 50, vaccinatevi: può salvarvi la vita"

L'infettivologa cremonese: "Chi è protetto con il ciclo vaccinale completo è tendenzialmente asintomatico in caso di contagio"

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

08 Gennaio 2022 - 05:00

"Over 50, vaccinatevi: può salvarvi la vita"

CREMONA - «Vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi, non resta molto altro da dire dopo tutto quello che abbiamo vissuto in questi ormai quasi due anni di pandemia». L’appello è della dottoressa Claudia Balotta, infettivologa, docente dell’università Statale di Milano, ora in pensione, che è stata a capo del team che ha isolato il Coronavirus Sars-Cov-2 e prima ancora quello della Sars. In provincia di Cremona infatti, su 167 mila residenti over 50, sono circa 16 mila quelli che, stando ai dati aggiornati allo scorso 26 dicembre, non si sono ancora sottoposti alla vaccinazione e che ora, per altro, saranno tenuti a farla obbligatoriamente, in seguito al nuovo decreto.

«Il vaccino è sicuro, ampiamente testato e resta l’unico mezzo per altro per sconfiggere la pandemia. La variante Omicron è insidiosissima perché ha una diffusione pazzesca. Si trasmette davvero con grandissima facilità e quindi a maggior ragione bisogna puntare sulla copertura del vaccino. Abbiamo avuto modo di vedere - continua Balotta - come per chi si sia sottoposto alla terza dose, il contagio sia più difficile, ma soprattutto come di fatto la terza dose neutralizzi i sintomi severi della malattia. Chi è protetto con il ciclo vaccinale completo in caso di contagio, è tendenzialmente asintomatico o ha pochissimi sintomi, un raffreddore o poco più. Ma negli ospedali, invece, troviamo ancora tanti, troppi soggetti colpiti gravemente dalla malattia perché non vaccinati». La variante Omicron, infatti, è la più diffusiva ma ha anche altre caratteristiche su chi non è vaccinato. Ovvero, può dare sintomi pesanti, senza dimenticare la Delta, che ancora circola, non senza danni. «Omicron ora è la variante prevalente, ma non è l’unica che riscontriamo», prosegue Balotta. «Almeno un 25% dei casi che si presentano, infatti, sono ancora riconducibili alla variante Delta, che prosegue la sua diffusione facendo non pochi danni». 

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