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ECCELLENZE CREMONESI: LA STORIA

Dalla Bocconi all’astrologia: «E non è solo l’oroscopo...»

Vent’anni da manager, poi gli studi a Londra. La nuova vita professionale di Sonia Giudici

Mariagrazia Teschi

Email:

mteschi@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2022 - 08:55

Dalla Bocconi all’astrologia: «E non è solo l’oroscopo...»

Sonia Giudici

CREMONA - Carl Gustav Jung sosteneva che l’astrologia non è semplicemente una superstizione, ma una summa delle conoscenze psicologiche dell’antichità. Psicologia e astrologia, binomio in apparenza paradossale, ma è un dato di fatto che — come i vini celebri — nascere in un determinato giorno, mese, anno, quindi stagione può, in qualche modo, lasciare un segno nella nostra psiche. Della potenza dell’astrologia, dell’aiuto che può offrire non in termini consolatori ma di comprensione di sè e delle proprie radici si è accorta, ad un certo punto della vita, Sonia Giudici, cremonese del quartiere Po, che ha lasciato il lavoro dopo vent’anni trascorsi in Bocconi per frequentare una scuola di astrologia in Gran Bretagna (la stessa che sforna gli astrologi reali, per intenderci) — oggi la culla di questa disciplina — e tornare in Italia, mesi dopo, per fondarne una sua nel capoluogo lombardo.

ASTROLOGIA NON OROSCOPO

«L’utilizzo dell’astrologia per capire la personalità è una delle sue primissime applicazioni, niente a che vedere con l’oroscopo

Se chiediamo di che segno sei? incaselliamo
le persone in una categoria. E invece c’è molto di più

che ne è una corruzione e una banalizzazione», spiega Giudici. «Jung sosteneva che l’astrologia è il primo tentativo dell’uomo di capire se stesso e i propri simili, capire chi hai di fronte. Quando si chiede di che segno sei? in realtà andiamo a incasellare le persone in dodici categorie e in una tipologia caratteriale. Il segno zodiacale è più popolarmente un pezzettino della descrizione più ampia di un individuo che l’applicazione dell’astrologia psicologica seria, tramite lo strumento del tema natale, aiuta a comprendere fino in fondo». L’astrologia — non l’oroscopo, dunque — la disciplina che si focalizza sull’analisi della personalità e delle dinamiche psicologiche di un individuo è uno strumento potentissimo di conoscenza di noi stessi e comprensione degli altri. Nell’ultimo decennio la maggiore apertura verso i pensieri e le discipline alternative hanno caricato di nuovi e profondi significati il concetto di astrologia, e il lavoro di Giudici ha puntato soprattutto all’internazionalità abbinando cultura e conoscenza di sè.

L'astrologa cremonese Silvia Giudici

CONOSCENZA DEL PASSATO

«L’Italia è molto ambita dagli stranieri da questo punto di vista — spiega — gli stranieri sono affamati di conoscenza del passato. Il Rinascimento fu per l’astrologia un periodo di grande rinascita di pari passo con la riscoperta del sapere classico e la sua rinnovata divulgazione, utile ad illuminare tutti gli aspetti della vita, sia quella individuale sia quella vissuta in società. C’è chi la avversò perchè blasfema rispetto la religione, chi la utilizzò per giustificare e rafforzare il potere politico. I paesi anglosassoni oggi rivestono per la disciplina quel ruolo e quell’importanza che l’Italia ebbe nel Rinascimento». In Gran Bretagna e negli Usa fioriscono scuole astrologiche e i relativi maestri: Derby Costello, Liz Greene e Robert Hand.

Lo scetticismo, però, qui resiste e come in tutti i settori non regolamentati circolano persone dalla dubbia professionalità. «L’astrologo è talvolta considerato un ciarlatano che tenta di irretire chi ha di fronte grazie alla sua

Sono inciampata nell’astrologia, una materia che ho studiato e che studio, e che voglio studiare per tutta la vita

disinvoltura linguistica. Mi sento di dire che questo pensiero svilisce la professione. Vengo dal mondo dell’economia, decisamente diverso da quello attuale ma che mi ha portato fin qui. In Bocconi mi sono occupata per vent’anni di comunicazione interculturale per la gestione di relazioni che arrivano da culture diverse. Ma ecco che mentre approfondivo quegli studi, mi sono appassionata allo sviluppo dell’aspetto psicologico che l’economia nasconde, al desiderio di comprenderle ben oltre le profilazioni richieste dalle aziende. Sono inciampata così nell’astrologia, una materia che ho studiato e che studio, e che voglio studiare per tutta la vita. Perché è così che funziona». Convegni e congressi di astrologia sono all’ordine del giorno oltremanica, Sonia Giudici è frequentemente nel carnet dei relatori. «Per me un orgoglio, da Cremona a Londra a confronto con i grandi maestri della materia. Un onore che mi spinge a saperne di più di questa disciplina millenaria ancora capace di riservare occasioni di studio e ricerca».

Il piacere dello studio per Sonia Giudici deriva sì dalla passione per l’argomento, ma ha radice più profonde: gli anni trascorsi al liceo Aselli. «Ogni giorno ho l’occasione di considerare quanto della mia base culturale arrivi dai banchi del liceo, la qualità dell’insegnamento che oggi riconosco. Devo molto alla professoressa Tinelli docente di filosofia. L’astrologia

Che belli gli anni all’Aselli e il Po come mio buen retiro: mi infonde tranquillità ed energia

nella sua versione più elevata cerca di dare un senso al rapporto tra l’uomo e il cosmo, tra l’uomo e il mondo, tra l’uomo e il senso degli eventi, strumento di lettura e analisi del tempo. Ho lasciato Cremona a 19 anni per studiare all’università, ma appena posso ci torno. È il mio buen retiro, il fiume Po invece la meta delle mie passeggiate. Lì mi rilasso, lì prendo energia. E quando torno a casa la mia mamma apre La Provincia e mi legge l’oroscopo...». Sui progetti futuri di Sonia Giudici ha le idee chiare. «Ho fatto una scelta di vita e la porterò avanti a ogni costo. Pandemia permettendo. Mi piace rapportarmi con persone che vogliono fare un ulteriore salto nel loro percorso evolutivo nella comprensione di sè e di chi sta loro accanto. L’astrologia non è una disciplina esoterica, come molti pensano: tutti possono imparare ad usarne gli insegnamenti. È meraviglioso scoprire che dentro c’è qualcosa di tuo che si rifà alla tua storia personale, alle radici, a un pensiero che recupera una civiltà millenaria. Al legame con il tempo». Per essere, noi, gli artefici del nostro futuro.

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