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I DATI DELL'ATS VAL PADANA

Omicron dilaga, nel Cremasco è già prevalente

Mannino: "La metà dei tamponi genotipizzati in provincia è da ricondurre alla variante sudafricana"

Elisa Calamari

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03 Gennaio 2022 - 05:00

Omicron dilaga, nel Cremasco è già prevalente

CREMONA - Su poco più di 250 tamponi Covid genotipizzati nell’ultima settimana di dicembre in provincia, la metà è da ricondurre alla variante Omicron. Che galoppa soprattutto nel distretto del Cremasco, dove ormai il 75% dei contagi sequenziati sarebbe da ricondurre proprio alla mutazione sudafricana del virus. A fare il punto della situazione, ribadendo in primis l’alta efficacia dei vaccini nel prevenire i ricoveri anche di fronte alla Omicron, è il direttore generale di Ats Val Padana, Salvatore Mannino. In queste frenetiche giornate in cui si lavora senza sosta per effetto del boom di contagi, fra i primi dati significativi emersi dalle analisi di Ats ci sono appunto quelli sull’area di maggiore diffusione della variante: isolata per la prima volta proprio nel Cremasco, in pochi giorni è diventata prevalente rispetto alla variante Delta.

NEL CREMONESE 1 CASO SU 4

«I campioni genotipizzati a cui facciamo riferimento sono quelli dell’ultima settimana di dicembre, dal 24 al 31 – spiega Mannino –. Si tratta naturalmente di una fotografia della situazione, dinamica e dunque in continua evoluzione. Fra le province di competenza dell’Ats, Cremona e Mantova, su 500 campioni poco più di 250 riguardano la provincia di Cremona. Va detto che la maggior parte delle genotipizzazioni ha riguardato proprio tamponi dell’area cremasca, dove prevale Omicron rispetto a Delta. Nel distretto cremonese, invece, siamo a circa 20-25% di casi Omicron sequenziati. Le percentuali riguardano solo i casi genotipizzati – precisa – e non il totale dei tamponi positivi dell’ultimo periodo». Si procede all’analisi per la ricerca di varianti, infatti, solo in determinate situazioni come reinfezioni o ricoveri. Dunque una stima, che può però far capire la situazione generale. La diffusione di Omicron prevalentemente nel Cremasco sarebbe legata alla vicinanza all’area metropolitana e lodigiana, dove la variante è stata individuata diversi giorni prima.

IL PICCO NELLA SECONDA METÀ DEL MESE

 
«Il picco dei contagi? Sicuramente non nell’immediato – spiega Mannino –. In base alle previsioni regionali e provinciali lo attendiamo dalla metà di gennaio in poi. Le vacanze natalizie hanno inciso ma mi auguro abbia prevalso il senso di responsabilità. Fortunatamente le percentuali di ricoverati ci stanno dimostrando che il vaccino funziona attenuando i sintomi del virus, soprattutto per chi ha la terza dose booster e per chi ha ricevuto le prime due da meno di cinque mesi». Accanto all’appello al senso di responsabilità e al rispetto delle prescrizioni, dunque, viene rinnovato quello ad aderire alla campagna vaccinale.

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