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Imprese al femminile, Cremona fra le peggiori province d'Italia

Donne al vertice soltanto in un'azienda su cinque, in un anno crescita limitata allo 0,21%

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

01 Gennaio 2022 - 15:16

Imprese al femminile, Cremona fra le peggiori province d'Italia

CREMONA - L'imprenditoria femminile non decolla in provincia di Cremona: solo un'impresa su cinque, tra quelle presenti sul territorio provinciale, è caratterizzata da una leadership al femminile. Con un'incidenza del 20,5% Cremona si piazza alla posizione numero 93 a livello nazionale, vale a dire quasi in fondo alla classifica. Svetta Cagliari con il 40%, davanti a Benevento con il 31,1% e ad Avellino con il 30,07%; le province meno virtuose sono, invece, quelle di Milano, ultima in graduatoria con il 18%, Bolzano con il 18,4% e Trento con il 18,5%. I dati emergono da un’analisi del Gruppo Del Barba e fanno riferimento al primo semestre del 2021.

IL QUADRO REGIONALE

Cremona non brilla neppure nel quadro regionale, nonostante la Lombardia, con il 19,5%, sia la seconda peggior regione d'Italia per quota di imprese al femminile. Le donne al vertice sono il 24,1% a Sondrio, il 22,2% a Pavia, il 21,1% a Mantova e il 20,8% a Brescia. I numeri delle province lombarde restano distanti dalle medie nazionali: basti dire che in Molise la percentuale è del 28,2%, in Basilicata del 27,4% e in Abruzzo del 26,6%.

AVANTI PIANO

Nell'arco di un anno, nel tessuto imprenditoriale lombardo si sono comunque rilevati significativi passi in avanti: nell’ambito della crescita della femminilità imprenditoriale, infatti, la Lombardia ha fatto registrare un incremento dell'1,77% attestandosi al terzo posto dietro a Sicilia e Campania. In provincia di Cremona, però, la presenza delle imprese al femminile è cresciuta solo dello 0,21%: un aumento marginale in confronto alle province lombarde più virtuose, in particolare quella di Monza-Brianza, protagonista di un balzo del +2,84%. 

ACCESSO AL CREDITO DIFFICILE

“Nella stragrande maggioranza dei casi – afferma Marco Barbieri, Amministratore Unico del Gruppo Del Barba - le imprese femminili si finanziano in proprio o attraverso il capitale di famiglia mentre molto scarso è l’utilizzo del credito bancario e, ancora meno, dei finanziamenti pubblici. A causa dei requisiti troppo stringenti richiesti da parte delle istituzioni bancarie, in generale, le difficoltà di accesso al credito per le imprese femminili rappresentano un forte freno alla loro crescita quindi anche ad una minore propensione ad investire nell’innovazione”.

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