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"No al Super Green Pass": è bufera sull'assessore

Sara Sgrò contestata: l'opposizione chiede le dimissioni. Lei replica: "L'impegno politico non sia bavaglio della libera espressione"

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

23 Dicembre 2021 - 19:08

"No al Super Green Pass": è bufera sull'assessore

PANDINO - Sara Sgrò, assessore all’Istruzione, Politiche giovanili e Cultura del Comune di Pandino, finisce nel mirino della minoranza che ne chiede le dimissioni per la sua presa di posizione contro il provvedimento del sindaco di Stagno Lombardo, che la settimana scorsa aveva riservato una festa in piazza ai soli possessori di Super Green pass, e inizialmente dunque non permettendo l’accesso a chi aveva solo un tampone. Una richiesta analoga era già arrivata da parte del consigliere regionale Pd Matteo Piloni. Luigi Galimberti, consigliere del Gruppo civico, è intervenuto in merito nell’ultimo consiglio. «Il nostro esponente – spiegano dall’opposizione – ha ricordato al sindaco Piergiacomo Bonaventi che i pandinesi si comportano con grande senso di responsabilità nell’affrontare la pandemia seguendo le regole. Il sindaco ha lanciato a più riprese appelli per il rispetto delle stesse e riesce quindi impossibile capire come, in modo incoerente, accetti nel suo gruppo posizioni No Vax e No Green pass. Ci riferiamo all’assessore Sgrò, che ha deleghe con il mondo della scuola e dei giovani».

L’opposizione di centrosinistra non contesta le posizioni personali di Sgrò, ma il fatto di esprimerle come amministratore: «Deve tenere comportamenti a tutela dei cittadini. Il suo ruolo non può prescindere dal rispetto delle leggi. Se non si riconosce nelle funzioni legate al ruolo e intende promuovere posizioni, ideologie o altro non coerenti con le regole dello Stato non ha altro da fare che dimettersi». Lei replica. «No Vax è un’espressione che non mi descrive. Ho persino consigliato il vaccino a persone anziane, ma rivendico il diritto alla libertà di scelta. Chiedere le dimissioni di chi osa pensare altrimenti non è in linea con i decantati principi democratici e la Costituzione, che sancisce il diritto di parola, viene consegnata ai diciottenni ogni anno da tutte le forze politiche in consiglio. Anche il consigliere Piloni loderebbe l’iniziativa. Ma la forma è cosa buona e giusta solo se coerente rispetto alla sostanza. Se l’essere politicamente impegnati diventa il bavaglio della libera espressione, non è stato compreso il concetto nobile di politica». 

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