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ALL'HUB DI CREMONAFIERE

Bambini coraggiosi e generosi: "Ci vacciniamo per noi e per gli altri"

I genitori in coro: "Questa è la nostra arma per affrontare la pandemia e cercare di tornare al più presto alla normalità"

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

20 Dicembre 2021 - 05:00

Bambini coraggiosi e generosi: "Ci vacciniamo per noi e per gli altri"

CREMONA - Il coraggio — e con il coraggio la generosità — l’hanno dimostrato molto prima di ricevere l’attestato che lo avrebbe ufficialmente certificato: zero lacrime e spiccato senso del dovere e della responsabilità, ieri, fra i bambini che si sono sottoposti alle prime vaccinazioni nella domenica della riapertura dell’hub di CremonaFiere. La prima a superare i timori, osservando l’ago come farebbe un adulto, è stata Carolina Monfredini, 11 anni e una maturità che lascia stupiti. «Sto bene e mi sento di avere fatto la cosa giusta», spiega dietro occhiali da vista e mascherina che però non riescono a celare del tutto il suo sorriso soddisfatto.

A poche sedie di distanza da Carolina c’è Mattia, 9 anni. È il primo che a mezzogiorno ha varcato la soglia del Padiglione 1 di CremonaFiere. Accolto come una star da un gruppo di clown dell’associazione «Vip dal Naso al cuore», anche per lui un mix di emozioni: «Sono contento, ma ho anche un po’ paura», dice guardando la mamma Elena Pavesi, che spiega le ragioni della scelta: «Credo nella sanità e nel vaccino. Ho altri due figli di 16 e 14 anni che ho fatto vaccinare non appena è stato possibile. Lo faccio per proteggerli, ma anche per senso civico: è la nostra arma per affrontare la pandemia e cercare di tornare al più presto alla normalità». Tempo venti minuti, tra attesa, anamnesi e iniezione, e anche Mattia ha potuto stringere tra le manine il suo attestato di coraggio e una scatola di Lego, regalo di Abio.


Consapevoli del loro gesto sono anche le 11enni Giorgia, che è arrivata accompagnata da papà Francesco dalla vicina provincia di Brescia, e Gioia, che invece abita in città: «Ho un po’ di ansia, ma sento anche un’emozione bella – afferma accanto al papà, Lino Telera – . Mi vaccino per non ammalarmi e per proteggere non solo me, ma anche gli altri». Anna, invece, di anni ne ha 9 e con la mamma Elena Zigliani arriva da Spinadesco. Il suo obiettivo? Sconfiggere il Covid: «Per questo bisogna vaccinarsi», esclama risoluta, mentre dal portone d’ingresso arrivano uno dopo l’altro altri bambini e intere famiglie che si mettono in coda, rigorosamente sui pallini rossi sistemati sul pavimento per indicare le distanze. Tra loro ci sono i fratellini Gabriele e Vittoria Zambelli, rispettivamente di 8 anni e 6 anni e mezzo. Anche loro hanno le idee chiare: «Non vogliamo rischiare di ammalarci», dicono insieme, mentre ricevono il benvenuto dai nasi rossi. «Vacciniamo i nostri figli per metterli al sicuro e per difendere anche altre persone, i nonni soprattutto, ma anche tutti quelli che entrano in contatto con loro. È l’unica strada che abbiamo – spiegano i genitori, Michele e Consuelo –. Non abbiamo avuto alcun dubbio e alcun timore: ci affidiamo e ci fidiamo della scienza. Lo abbiamo fatto per noi, lo facciamo anche per i nostri bambini».

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