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IL REPORT

Il mattone è vecchio: tremila immobili da riqualificare

Il tessuto edilizio di Cremona e provincia risulta datato : obiettivo rigenerazione urbana. Fondi per le periferie

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

18 Dicembre 2021 - 05:15

Il mattone è vecchio: tremila immobili da riqualificare

CREMONA - Lo stock immobiliare della provincia cremonese è costituito da 70.750 edifici, fra questi 3.175 (per una superficie totale di 1,26 chilometri quadrati) sarebbero da riqualificare e per il 98,1% si tratta di immobili di tipo residenziale. Di rigenerazione urbana nel senso più ampio del termine e di conseguente andamento del mercato immobiliare, si parla nello studio di Scenari immobiliari, in collaborazione con Urban Up-Gruppo Unipol, che ha presentato il Rapporto sulle nuove periferie lombarde in occasione del convegno Future Cities.

I DATI. Si parte dal presupposto che tre quarti del tessuto edilizio di Cremona è stato edificato fra il 1945 e il 1990 e solo il 15% negli ultimi trent’anni. Da un lato il tasso di prodotto immobiliare inutilizzato è estremamente limitato, dall’altro il peso della componente di edifici non residenziali è fra i più elevati nella regione, sia complessivamente (16,5%) sia per il solo capoluogo dove rappresenta il 30%.

IN PROVINCIA. In provincia, dove risiedono oltre 352 mila persone, negli ultimi anni ha inciso la crescita della popolazione residente, dovuta alla combinazione di un saldo migratorio positivo che compensa un saldo naturale negativo (riduzione del tasso di natalità e progressivo invecchiamento della popolazione): le unità abitative sono salite a 188.861, di cui 41.268 nel solo capoluogo.

La diffusione del grado di urbanizzazione, poi, è dovuta alle caratteristiche del territorio: dei 113 paesi che compongono la provincia, ben 101 hanno una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti. Incide anche lo scarso afflusso turistico: secondo lo studio, negli ultimi dieci anni il numero di presenze è cresciuto limitatamente rispetto al resto del territorio lombardo e nazionale: di circa l’11%. E nel 2020 segnato dal Covid, la durata media dei soggiorni è stata 2,17 notti.

«In questo contesto l’obiettivo di rigenerazione urbana – si legge sul report – riguarda tutto il territorio, con alcuni ambiti che esprimono fondamentali di carattere edilizio, ambientale, economico e sociale tali da poter immaginare una riconversione positiva».

RIGENERARE LE PERIFERIE. In tutta la Lombardia per rigenerare le periferie urbane sono previsti investimenti per 200 miliardi fino al 2050. Nel frattempo le compravendite immobiliari sono aumentate del 14,2% e i prezzi sono in salita. Un trend confermato anche a Cremona, dove nell’anno sono state registrate 1.060 transazioni. Seguono Mantova con 1.020, Lodi con 850, Lecco con 830. Tutti i dati relativi alle previsioni per gli indicatori di fatturato e scambi per il 2022 sono in crescita. Infine, dall’analisi emerge che nella città del Torrazzo fra i quartieri residenziali in cui si registra la maggiore variazione percentuale annuale dei prezzi medi delle abitazioni c’è la zona Po, all’ottavo posto regionale con un +2% da dicembre 2020 a dicembre 2021.

«Lo stato attuale del mercato immobiliare lombardo – spiega Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – è frutto della capacità della regione di trovare nel tempo nuovi stimoli e opportunità. Come evidenziato dal nostro studio, nel corso dell’ultimo anno almeno un quartiere per ogni capoluogo lombardo ha registrato un andamento dinamico positivo, a riprova che la ripresa del settore immobiliare residenziale si sta realizzando sull’intero sistema urbano della regione».

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