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CREMA: CAOS TRENI

«Basta con le cancellazioni». Il Comitato pendolari sul piede di guerra

Il calvario della corsa chiave delle 7,20 per Milano all’attenzione di Trenord e dell’assessorato regionale

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

16 Dicembre 2021 - 16:24

«Basta con le cancellazioni». Il Comitato pendolari sul piede di guerra

CREMA - Basta cancellazioni e ritardi — oggi altri 47 minuti, dopo la soppressione di ieri — per il treno diretto 10606 delle 7,20 da Crema per Milano. I pendolari hanno scritto all’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi e ai vertici di Trenord. Troppi i disservizi che in questa prima metà di dicembre hanno interessato il convoglio, il più utilizzato da centinaia di lavoratori e studenti cremaschi che devono raggiungere ogni mattina il capoluogo regionale. «Servirà? Forse no, ma basta — sottolineano dal comitato —: abbiamo ricordato a Trenord e in copia alla segreteria dell’assessore regionale ai Traporti Claudia Terzi, che ci vuole testa. Non solo per la nostra linea, ma anche per la Verona-Brescia-Milano su cui impattiamo».

ULTIMO TRENO DIRETTO DELLA MATTINA

Nella prima parte del mese, il 10606 ha subito due stop forzati a Treviglio, dunque una soppressione a metà percorso, una cancellazione, quindi non è nemmeno partito da Cremona. E giovedì ha viaggiato con 47 minuti di deficit orario. Il tutto in soli nove giorni lavorativi: non va infatti considerato il ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata. «Non può venire meno la stabilità del 10606: vuol dire togliere l’ultimo treno diretto della mattina, nonché il più utilizzato — evidenziano gli utenti —: questo mese abbiamo già avuto un disagio fortissimo». Ci sono poi altri punti dolenti. «I tre diretti della sera di oggi sono garantiti o potrebbero esserci altri problemi di materiale?», chiedono i pendolari, in riferimento ai convogli per il rientro da Milano. Poi proseguono riferendosi ancora ai treni del mattino. «In caso di mancanza di materiale, non avrebbe senso accorpare il 10604 e il 10606? È vero che significherebbe ritardare il 10604 (che potrebbe essere effettuato come 10606, variandone magari la destinazione a Certosa), ma ciò garantirebbe che i pendolari della Treviglio-Cremona non debbano soppesare sui Verona-Venezia nel tratto Treviglio-Milano. Ancora più potrebbero aiutare a sgravare il nodo di Treviglio nella fascia delle 7,45. Quello che a noi pendolari sembra è che spesso si dimentichi di offrire un servizio passeggeri a fronte di una mera movimentazione di materiale rotabile».

MALUMORE DEI PENDOLARI

A queste osservazioni tecniche si aggiunge una serie di considerazioni di carattere generale e in riferimento a quanto successo mercoledì. «Il malumore di noi pendolari — si legge nella mail — alla luce dei difficili mesi di ottobre e novembre, oggi ha raggiunto il culmine. I fatti: mercoledì per il giro di materiale derivato dalla giornata di sciopero il treno diretto più frequentato dai lavoratori e studenti è stato soppresso. Di conseguenza il carico dei pendolari è stato trasposto sul treno successivo con destinazione Treviglio: tale convoglio è a tre carrozze e salta le fermate da Crema a Treviglio, lasciando di fatto i pendolari di Casaletto, Capralba e Caravaggio a piedi. Inoltre a Treviglio il 2606 per Milano era soppresso, con il conseguente obbligo ad utilizzare il 2608. Credo non sia neppure necessario descrivere il suo livello di riempimento tanto che a Pioltello, il capotreno invitava chi era diretto a Lambrate a prendere il treno al binario 2. Siamo davvero in balia di un sistema rigido in cui la componente umana non può fare la differenza? È questo che chiediamo: metterci testa di fronte ai frequenti disservizi».

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