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CREMONA. LE SFIDE DELLA SOSTENIBILITA'

‘Parole come pane’ è il libro di don Bignami

Galimberti a Giovannini in collegamento alla presentazione: "Caro ministro, venga a Cremona"

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

11 Dicembre 2021 - 05:10

‘Parole come pane’ è il libro di don Bignami

Don Bignami, il sindaco Galimberti e sul video, in collegamento da Roma, il ministro Giovannini

CREMONA - Il raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Cremona-Mantova e la realizzazione della tratta Piadena -Mantova costituiscono «opere indispensabili per il nostro territorio, e più in generale per la pianura padana». Lo ha ribadito il sindaco Gianluca Galimberti, ieri pomeriggio in collegamento video con il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, invitandolo a Cremona durante la presentazione del libro ‘Parole come pane’ tenuta nel salone dei Quadri di palazzo comunale. Un appuntamento promosso con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Associazione Siamo Noi presieduta da Claudio Bodini.

Al centro dell’attenzione, l’ultimo lavoro firmato dal sacerdote cremonese Bruno Bignami (direttore dell’Ufficio nazionale problemi sociali e lavoro della Cei) e da Gianni Borsa, giornalista dell’agenzia Sir (Servizio informazione religiosa) e presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana. Insieme agli autori, al sindaco ed al ministro (da remoto) hanno partecipato all’iniziativa Maria Teresa Antoniazza - giornalista e scrittrice di libri per bambini che collabora con l’editore In Dialogo, che ha stampato il volume e fa capo all’Azione Cattolica Ambrosiana - e il direttore de La Provincia Marco Bencivenga nel ruolo di coordinatore e moderatore.

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Marco Bencivenga, Gianni Borsa, Maria Teresa Antoniazza, don Bruno Bignami e Claudio Bodini

‘Tutto è connesso: ecologia integrale e novità sociali’ è il sottotitolo scelto per il volume, che partendo dall’analisi di 22 parole chiave (da economia a famiglia, da lavoro a comunità a transizione ecologica) punta ad offrire una riflessione ed una mappa per attraversare il tempo difficile che stiamo vivendo preparando un futuro diverso e migliore; forse l’unico futuro possibile, dato che gli attuali modelli economici, sociali, produttivi, di mobilità, di rapporto con l’ambiente e con i Paesi più poveri mostrano - hanno spiegato gli autori - tutta la loro insostenibilità nel medio e lungo periodo.

Il cambio di marcia inevitabile sta nel rifiutare facili ed illusorie semplificazioni in risposta ai timori amplificati dalla dura esperienza della pandemia. La tentazione di chiudersi sempre di più in se stessi pregiudica la visione della complessità, l’apertura al dialogo con gli altri e la possibilità di capire che davvero ‘tutto è connesso’ e nessuno si salva da solo. Che le nostre azioni si ripercuotono all’infinito in mille altri ambiti; bisogna quindi esserne consapevoli e assumersi la responsabilità del mondo che si vuole costruire.

IL MINISTRO GIAVANNINI. Temi ripresi anche dal ministro Giovannini. L’ex presidente dell’Istat ha passato in rassegna le incognite di una ripresa post pandemia che lascia sul campo forti differenze in campo sociale, economico ed occupazionale.

«Ne usciremo migliori solo se la coesione sociale sarà forte, come era accaduto all’inizio della pandemia», ha sottolineato. «Dipende da noi e dalla nostra disponibilità a lavorare insieme; senza pensare che la soluzione sia a portata di mano. Ci aspettano altri anni difficili, e basta pensare al tema del cambiamento climatico per rendersene conto».

In un Paese appesantito da trend apparentemente senza sbocco: come la crescente denatalità, che ci rende sempre meno orientati e interessati al futuro; le mille discriminazioni che colpiscono il lavoro femminile; e l’insufficiente dotazione di servizi sociali a favore dell’infanzia, «ai quali ora il Piano nazionale di ripresa e resilienza assicura un investimento senza precedenti. Servono adeguate politiche di redistribuzione, un contrasto rigoroso all’evasione fiscale, e bisogna ridurre drasticamente la disuguaglianza di opportunità».

Anche da qui passa il progetto di un mondo realmente sostenibile. Perché - si è detto ieri - è evidente che non siamo tutti sulla stessa barca, ma sicuramente attraversiamo tutti lo stesso mare. Dove nessuna tempesta o bonaccia può riguardare solamente gli altri.

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