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LA SENTENZA

Delitto Rocchelli, assolto l’ex militare della Guardia Nazionale Ucraina

La Cassazione ha rigettato i ricorsi: non fu Markiv a uccidere il reporter pavese originario di Cremona

La Provincia Redazione

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10 Dicembre 2021 - 05:20

Delitto Rocchelli, assolto il separatista filo-russo

CREMONA - La Cassazione ieri ha rigettato i ricorsi e confermato la sentenza di assoluzione per Vitaly Markiv, 31 anni, soldato italo ucraino accusato di aver ucciso, il 24 maggio 2014, il fotografo e giornalista pavese Andrea Rocchelli, 30 anni, nel corso di un’operazione militare. «Andy» venne ammazzato insieme ad Andrei Mironov, di 60 anni, attivista per i diritti umani e suo interprete, mentre un collega francese, William Roguelon, rimase ferito. Il Procuratore generale aveva chiesto di annullare l’assoluzione per l’ex soldato, sollecitando un nuovo processo di appello. «È una grande vittoria in un processo che mai avrebbe dovuto iniziare», ha commentato l’avvocato Raffaele Della Valle, uno dei difensori di Markiv, in primo grado condannato dalla Corte d’Assise di Pavia a 24 anni di carcere, sentenza poi ribaltata, il 3 novembre del 2020, dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano che nell’assolverlo per «non aver commesso il fatto», tra lo sconcerto dei familiari di Rocchelli, aveva disposto l’immediata scarcerazione dell’ex militare della Guardia Nazionale Ucraina, dopo oltre 3 anni di detenzione (il giovane era subito tornato in Ucraina). «Andy» era molto conosciuto anche a Cremona, perché la mamma e la zia sono cremonesi. La madre, Elisa Signori, docente ordinaria di Storia moderna all’Università di Pavia, è nata e cresciuta al Migliaro e poi in via Chiara Novella ed in città è tornata diverse volte, in occasione di incontri o presentazioni di libri. E la zia, Riccarda Signori, insegnante di Scienze, è nota per il suo impegno nel sindacato.
Per i difensori di Markiv, la Procura generale milanese non avrebbe nemmeno dovuto «insistere», facendo ricorso contro la sentenza di assoluzione.



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