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LA SVOLTA GREEN MANCATA

Crema, pannelli solari al mercato: «Si sono persi dieci anni»

Ardigò dei Verdi rilancia sull’energia pulita e rispolvera anche il progetto degli impianti al cimitero

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

07 Dicembre 2021 - 05:05

Crema, pannelli solari al mercato: «Si sono persi dieci anni»

Gianemilio Ardigò dei Verdi e le pensiline del mercato coperto

CREMA - «La città è in colpevole ritardo di dieci anni: ci sono seimila metri quadrati di superficie inutilizzata, solo contando il tetto delle pensiline del mercato coperto, il doppio se aggiungiamo le coperture del cimitero Maggiore. Aree da sfruttare per i pannelli fotovoltaici intervenendo con un progetto di azionariato popolare per installarli. E producendo così energia pulita per famiglie, commercianti e enti pubblici. Il surplus verrebbe rivenduto al gestore, permettendo un ritorno economico con i dividendi dei proventi, ovviamente in base alle cifre investite da ogni singolo azionista, sia esso l’ente pubblico, il negoziante, l’azienda o il singolo cittadino». Gianemilio Ardigò, storico esponente dei Verdi cremaschi, riporta in auge la proposta di un doppio parco fotovoltaico in città. «L’attuale amministrazione in questo decennio non ci ha mai creduto — sottolinea — adesso con il Piano nazionale di ripresa e resilienza le possibilità di intercettare finanziamenti pubblici sono ulteriormente interessati e incrementate. E tra sei mesi si voterà per la nuova amministrazione».

AZIONARIATO DIFFUSO

Lo studio risale appunto all’inizio del decennio scorso. «Tutto si basa sulla formula dell’azionariato diffuso — continua Ardigò —: evidente anche la funzione sociale di questa proposta. Coinvolgere i cittadini in un’azione collettiva che ha ovvi riscontri dal punto di vista ambientale, con un abbattimento dei consumi di combustibili fossili e può avere benefici anche da quello economico. Crema non ha bisogno di mega parchi fotovoltaici che consumi suolo vergine, ma di sfruttare gli spazi esistenti, per creare più zone in cui si sfrutti l’energia solare. Si tratta di creare una comunità energetica. Il mercato coperto è lì da vedere non c’è più nemmeno il problema del riflesso causato dai pannelli, che poteva disturbare i residenti. La tecnologia in dieci anni ha fatto passi da gigante». In merito al cimitero, nel 2018 lo stesso allora assessore all’Ambiente, Matteo Piloni, poi dimessosi con l’elezione in consiglio regionale, aveva lanciato una proposta in tal senso. Il parco solare sui tetti del cimitero era legato all’intervento di privati, dietro il pagamento di un canone di locazione. E avrebbe garantito energia a costo zero al Maggiore.

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