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CORONAVIRUS. LO SCENARIO

Covid, in quarantena ci sono 1.654 cremonesi: tanti i giovani

Crescono al ritmo di 600 alla settimana: sono contagiati, ma anche contatti stretti di positivi. Per la maggior parte si tratta di under 24. E sono 1.000 gli studenti a casa in attesa di tampone

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

03 Dicembre 2021 - 05:30

Covid, in quarantena ci sono 1.654 cremonesi

CREMONA -  Le quarantene in provincia stanno crescendo al ritmo di 600 la settimana. In base agli ultimi dati forniti dall’Azienda tutela della salute Val Padana e elaborati dal centro epidemiologico, il 28 novembre erano 1.654 i cremonesi costretti a casa per le conseguenze della pandemia, contro i 1.042 dei sette giorni precedenti. Non si tratta, ovviamente, di soli contagiati, ma anche di sorveglianze attive di contatti stretti di positivi, ricomprese da Ats alle voce quarantene.

I DATI NELL'ULTIMA SETTIMANA. Il numero complessivo di nuovi contagi nell’ultima settimana di novembre è stato di 469 persone residenti in provincia. Nella precedente erano stati 405 i nuovi positivi. Anche su questo versante c’è dunque un incremento consistente. Da sottolineare, inoltre, come la gran parte degli isolamenti riguardi i più giovani (dagli 0 ai 24 anni). Due i fattori che aumentano il rischio di contagio. Sono meno vaccinati rispetto agli adulti, sotto i 12 anni nessuno è protetto, e sono spesso a stretto contatto a scuola, seppur con tutte le misure preventive del caso. Di conseguenza basta un contagio in una classe per costringere tutti all’isolamento.

Nella settimana tra il 14 e il 21 novembre erano 519 i ragazzi a casa in attesa di tampone, una settimana dopo erano raddoppiati raggiungendo e superando quota 1.000. Questi numeri dimostrano chiaramente come i contagi siano in costante incremento sul territorio, come conseguenza della quarta ondata di Covid 19 che sta colpendo la Lombardia e più in generale tutta Italia.


A causa dell’incremento delle positività, aumenta anche la pressione sugli ospedali. Dei tre presidi provinciali, solo l’Oglio po continua a restare Covid free, ma più per scelta di concentrare i pazienti al Maggiore (le strutture fanno entrambe capo all’Asst di Cremona) che per un’isola felice casalasca.

Nel nosocomio di Cremona  i malati sono saliti dai 31 di fine novembre ai 36 di ieri. Di questi 20 sono ospitati in pneumologia e 10 nel reparto di malattie infettive. I casi gravi sono sei, ricoverati in terapia intensiva. All’ospedale di Crema, i pazienti sono saliti a nove, rispetto ai sei dell’ultimo fine settimana, come confermato ieri dal direttore sanitario Roberto Sfogliarini. Si è tornati sui numeri di malati della settimana scorsa. Nessuno in terapia intensiva, mentre rimane sempre Covid free l’ospedale Santa Marta di Rivolta, collegato al Maggiore di Crema, che ospita la riabilitazione cardiologica e quella respiratoria. Nelle prime ondate Covid decine di pazienti venivano trasferiti nel piccolo presidio rivoltano per la fase di recupero post acuta.

ASSISTENZA A DOMICILIO. Da registrare una significativa diminuzione del numero di residenti positivi che vengono assistiti a domicilio dal personale infermieristico dell’Asst. Sono 18, contro i 24 del fine settimana. Il servizio, che ha come base operativa l’ex palazzina Asl di via Gramsci, garantisce l’assistenza a casa dall’ottobre 2020. Dall’inizio dell’operatività di questo centro, che si avvale di personale medico e infermieristico specializzato sono stati curati 1.715 residenti nel distretto cremasco.

I contagi sono in crescita, dunque le prossime settimane non si annunciano semplici: la guardia resta alta, ma rispetto alle ondate scorse la situazione è molto diversa, grazie alla protezione del vaccino che si conferma fondamentale. La copertura è ben oltre il 90% della popolazione target del territorio provinciale e le terze dosi avanzano spedite.

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