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CREMA: L'OSPEDALE DEL FUTURO

Ginecologia fuori dal guado. Assunti cinque nuovi medici

Stop alle cooperative per garantire i turni di notte, il primario Siliprandi: «Ritornati alla normalità»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

27 Novembre 2021 - 05:25

Ginecologia fuori dal guado. Assunti cinque nuovi medici

CREMA - Ostetricia è fuori dal guado. Cinque nuove assunzioni di altrettanti ginecologi, arrivati in reparto nelle ultime settimane, consentono di chiudere o quasi la parentesi che si era aperta in estate, quando l’Azienda socio sanitaria territoriale aveva dovuto ricorrere ad una cooperativa di medici esterni. Si tratta di Federica Ottolini, Marco Parafiliti, Valentini Esposito, Roberta Picilli e Marianna Musto. «Avremo bisogno sporadicamente di qualche turno con esterni, credo solo uno a dicembre e un paio a gennaio — spiega il primario Vincenzo Siliprandi — ma la situazione dell’organico è sicuramente in netto miglioramento e siamo tornati quasi alla normalità».

Vincenzo Siliprandi, primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia del Maggiore

MANCANO DUE OSTETRICHE

Al momento, il reparto è a pieno organico per quanto riguarda gli infermieri e gli operatori socio sanitari, mentre mancano all’appello due ostetriche. I medici sono dieci in totale, undici col primario. Due colleghe però sono in maternità. C’è poi una ginecologa in aspettativa in quanto andrà a lavorare al Niguarda di Milano. «In servizio al momento ruotiamo in otto», aggiunge il responsabile del reparto, che giusto ieri ha coperto personalmente il turno notturno. Qualche ulteriore rinforzo sarebbe certamente il benvenuto, ma rispetto a pochi mesi fa l’unità operativa è tornata all’autosufficienza. La carenza di personale aveva costretto a un contratto di quattro mesi con la cooperativa, per poter affidare turni notturni e diurni «fino ad un massimo di dieci al mese».

GUARDIE NOTTURNE IN PEDIATRIA

L’accordo è ancora valido e lo sarà sino al 19 gennaio. La spesa complessiva per l’Azienda socio sanitaria territoriale è di 40 mila euro. A fronte della carenza di ginecologi la direzione aveva deciso di cautelarsi tramite il contratto con la Pediacoop, società di Domodossola (Verbania). Le attività dell’Unità operativa, compresi gli ambulatori, in questi mesi non ne hanno dunque risentito in termini di continuità. L’Asst, del resto, non è nuova a questo tipo di soluzioni per rimediare alle carenze. Già da un paio d’anni si appoggia a una società esterna per le guardie notturne in Pediatria. Una soluzione necessaria e confermata anche nei mesi scorsi, per permettere al personale medico di smaltire le ferie e coprire gli ambulatori. Il punto di primo intervento pediatrico viene dunque affidato quasi tutte le notti a specialisti esterni.

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