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CAPPELLA CANTONE

Nella (ex) storica discoteca ora sono in arrivo le ruspe

L’area dell’XO, prima era Bibendum e prima ancora Diedron, ospiterà un’azienda zootecnica

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

26 Novembre 2021 - 12:36

Nella (ex) storica discoteca ora sono in arrivo le ruspe

CAPPELLA CANTONE - Ciò che resta del tempio della discodance cremonese è un’enorme scatola vuota bagnata e sferzata dalla pioggia di novembre. Immagine malinconica che chiunque abbia lasciato un pezzo di cuore all’interno dell’Xo farà comunque bene a catturare in fretta e poi salvare nella galleria del telefonino. La storica sala da ballo di Oscasale sta per essere demolita. E prima che le ruspe cancellino anche fisicamente lo scheletro della struttura, l’unico modo che si ha per custodire non solo nei ricordi ma anche negli occhi un angolo di memoria, è proprio scattare una foto. Nei giorni scorsi è stata completata la bonifica dell’area esterna, infestata e ingabbiata dai rovi: una selva cresciuta spontanea nel corso degli anni, fin quasi ad avvolgere e oscurare l’intera costruzione. Ora che il nucleo centrale è riemerso, in molti fiutando l’approssimarsi dell’abbattimento si sono concessi un ultimo saluto con tanto di scatto amarcord.

QUELL'INCONFONDIBILE PIANO OBLIQUO

Del resto, le notti all’Xo non sono mai state un’esclusiva dei cremonesi. Quando negli anni Ottanta si chiamava Diedron, e incuriosiva per il suo inconfondibile piano obliquo, e poi ancora quando la denominazione è divenuta Bibendum, attirava frequentatori da ogni angolo della Lombardia, così come dal Piacentino. Simbolo di divertimento e trasgressione per diverse generazioni, il locale ha chiuso nel 2007, travolto dalle avvisaglie della crisi di un settore che, soprattutto oggi, sembra lontano anni luce dalla possibilità di tornare a rivivere i fasti del passato. Dopo svariati tentativi di vendita andati a vuoto, nel corso del 2019 l’immobile è stato acquistato all’asta dalla Mazzoleni spa, azienda zootecnica con sede principale in provincia di Bergamo ma da anni insediata con un polo produttivo anche a Cappella Cantone.

RUSPE IN ARRIVO

Da quanto si è appreso, una volta rimosse le macerie, il sito che un tempo si affacciava sulla Paullese, prima che il percorso venisse deviato, ospiterà un ulteriore ampliamento della società, specializzata nella produzione di soluzioni nutrizionali, gestionali e tecnologiche che migliorano il benessere e la performance degli animali da allevamento. Sembrerebbe che l’avvento delle ruspe dovrebbe essere imminente. Questione di giorni. I primi colpi alla (fu) cattedrale del divertimento potrebbero essere sferrati già la prossima settimana, pioggia permettendo.

QUELLE NOTTI A BALLARE

Molti lo associano alla nascita (o alla fine) di una storia; altri non dimenticano le serate trasgressive e sfrenate vissute con gli amici nei ruggenti anni Ottanta; altri ancora rimpiangono le notti nei giardini estivi e i successivi spuntini notturni consumati ad orari improbabili nelle pizzerie lì vicino. Ognuno ha buoni o cattivi motivi per ricordarlo e se è vero che non tutti l’hanno amato, è comunque difficile trovare qualcuno cui non sia dispiaciuto assistere al progressivo e inglorioso decadimento di un luogo concepito per divertire. Chiuso in via definitiva nel 2007, l’Xo ha resistito poco all’oblio. Si è eclissato rapidamente, nascosto quasi completamente dalla vegetazione, che sembrava cresciuta non per rovinarlo ma per nasconderne la decadenza, per proteggerlo.

DISPERATI IN CERCA DI RIFUGIO

Tra l’altro, quando ormai i rovi avevano infestato gran parte del piazzale, rendendo impossibile dalla strada vedere cosa accadesse all’interno, l’ex discoteca di notte ha ripreso a popolarsi. Non di ragazzi e ragazze arrivati da tutto il nord Italia per ballare sulle note dei deejay più cool del momento ma di disperati in cerca di un rifugio per tirare l’alba e proteggersi dal freddo. Così, tra presenze inquietanti, saccheggi continui da parte dei ladri di rame, e il logorio delle intemperie, un’area di 60 mila metri quadrati che pochi anni prima valeva una fortuna, centinaia di euro al metro quadrato, si è progressivamente svalutata, tant’è che nel 2019 è stata rilevata a poco più di tre euro al metro, con un esborso complessivo di circa 200 mila euro.

DISCOTECHE, FINE DELL'AVVENTURA

Una fine, quella della discoteca di Oscasale, non troppo dissimile dall’epilogo calato su altre strutture storiche del Cremonese, dalla Centrale del Latte in zona tangenziale al Coloniale lungo il Po, sino al Nuvolari. Un tempo erano le mete designate del popolo della notte, i luoghi dell’eccesso e dell’ostentazione; ora c’è chi è stato riconvertito in un autosalone, chi in un parco attrezzato per famiglie e chi invece finirà verosimilmente per ospitare la produzione di mangimi. L’evoluzione delle discoteche nell’ultimo ventennio spiega meglio di qualsiasi trattato sociologico come siano cambiati i tempi; poi sta a chi osserva decidere se in meglio o in peggio. L’unica costante, immutabile, è per l’appunto il cambiamento. Dei luoghi ma anche delle vite di chi li frequentava.

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