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LA CLASSIFICA 2021

Cremona è sempre più digitale

È 18ª tra i comuni capoluogo. Manzi: «la sfida è aiutare i cittadini a usare i servizi online»

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

24 Novembre 2021 - 05:30

Cremona è sempre più digitale

CREMONA - Cremona è fra le città più digitali d’Italia confermando anche nel 2021 il 18° posto ottenuto nel 2020 nella classifica ICity Rank che misura il livello di trasformazione in questo campo dei 107 capoluoghi di provincia italiani. Ma se il gradino del podio è lo stesso dell’anno scorso, la performance nell’indice di trasformazione digitale è invece migliorata: nella classifica 2020 Cremona infatti aveva ottenuto un punteggio di 671 , mentre in quella di quest’anno ha portato a casa un 757.

LA CLASSIFICA. Nel 2021 Firenze si conferma per il secondo anno consecutivo il capoluogo più digitale d’Italia, seguita da Milano (al secondo posto) e Bologna (al terzo), con Roma Capitale, Modena, Bergamo (a pari merito al quarto posto), Torino, Trento, Cagliari, Parma a chiudere la top ten. Cremona si piazza fra i primi 10 capoluoghi d’Italia per tre degli otto indici settoriali che contribuiscono a costruire l’indicatore complessivo. In particolare è al primo posto per per l’indice dei servizi on line insieme a Bergamo e Verona.

LA RICERCA. Presentata ieri mattina in occasione di Forum Pa Città, la ricerca è a cura di Fpa, la società di servizi e consulenza del Gruppo Digital360 specializzata in relazioni pubbliche, comunicazione istituzionale, formazione e accompagnamento al cambiamento organizzativo e tecnologico delle pubbliche amministrazioni e dei sistemi territoriali.

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8 INDICI SETTORIALI. La ricerca valuta il posizionamento dei Comuni capoluogo nell’indice di trasformazione digitale, ottenuto dalla media aritmetica di 8 indici settoriali, frutto della sintesi di 36 indicatori basati su 130 variabili e circa 14mila dati elementari quasi interamente frutto di rilevazioni di Fpa realizzate nell’anno in corso:

  1. disponibilità online dei servizi pubblici,
  2. disponibilità di app di pubblica utilità,
  3. integrazione delle piattaforme digitali,
  4. utilizzo dei social media,
  5. rilascio degli open data,
  6. trasparenza,
  7. implementazione di reti wi-fi pubbliche
  8. diffusione di tecnologie di rete

IL PUNTEGGIO DI CREMONA. Per quanto riguarda le classifiche degli 8 indici settoriali, Cremona è al primo posto a pari merito per i servizi online, con il punteggio massimo: mille. L’indice misura la diffusione della possibilità per cittadini e imprese di accedere ai servizi delle amministrazioni locali tramite la rete. È presente in Icr da diversi anni, originariamente basato sui dati Istat è stato successivamente integrato da Fpa con l’invio di un questionario ai Comuni e, a partire dal 2020, con una rilevazione diretta sui siti comunali. Nella classifica dell’anno scorso Cremona si era piazzata al quinto posto.

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La nostra città si colloca poi al sesto posto (con 819 punti su mille) per le piattaforme digitali nazionali abilitanti, quelle che favoriscono l’accesso agli strumenti resi disponibili on line dalle amministrazioni, come Spid o PagoPa. L’anno scorso guidava la graduatoria nazionale.

Infine è al sesto posto con 880 punti su mille per l’indice di apertura, che sostituisce il precedente indicatore di trasparenza. Nella classifica dello scorso anno, non era nella top ten per questo indice.

Occupava invece la sesta posizione nel rating delle App municipali, le applicazioni per dispositivi mobili che forniscono informazioni e servizi di pubblica utilità in settori chiave come la cultura e il turismo, la sicurezza e la mobilità. Quest’anno non è fra i primi dieci. Gli altri indicatori settoriali misurano altri aspetti come la propensione all’utilizzo dei social media come strumento di comunicazione della Pubblica amministrazione.

OPEN DATA. C’è poi il capitolo Open data, dove «il quadro è piuttosto polarizzato, con pochi top performer che si contraddistinguono per numerosità dei dataset rilasciati e qualità della accessibilità, contrapposti ad una ampio numero che mostrano ancora un basso o nullo livello di impegno in questo versante». Il report poi prende in esame la diffusione delle reti wi-fi pubbliche e, infine, l’indice relativo all’Iot (l’internet delle cose) che vuole misurare le cruciali trasformazioni digitali che stanno investendo il sistema dei servizi funzionali urbani (in particolare illuminazione pubblica, rete semaforica e sistemi di raccolta dei rifiuti).

TRA LE PRIME 22 CITTA' RATING. La performance globale di Cremona appare particolarmente significativa. Tra le prime 22 città del ranking, infatti, ben 10 sono città metropolitane e in generale le dimensioni sembrano incidere sulle prestazioni generali. I capoluoghi con meno di 50 mila abitanti hanno uno scarto complessivo del 25% rispetto alla media nazionale. E Fpa, nel presentare i dati, sottolinea che «per i piccoli, il ritardo medio è notevole in particolare negli open data, mentre le performance sono migliori nell’utilizzo dei social e nella diffusione delle reti wi-fi. In alcuni ambiti si segnalano però alcuni risultati di eccellenza di realtà di media dimensione, come il primo posto ottenuto da Pisa nelle piattaforme abilitanti, da Cremona nei servizi online o da Bolzano nell’IoT e tecnologie di rete».

L'Assessore Manzi. «Cremona — spiega l’assessore a Innovazione e Digitalizzazione, Maurizio Manzi — è ancora una volta fra le 22 città digitali e si tratta di un risultato assolutamente positivo che non era scontato, visto che le altre sono tutte realtà molto più grandi. Cremona è l’unica ‘città digitale’ con meno di 100 mila abitanti. Ora si tratta di migliorare alcuni aspetti come gli Open data, la propensione social della Pubblica amministrazione. Per quanto riguarda le reti wi-fi, abbiamo migliorato la rete, gratuita, e aumentato il numero dei punti. Ma questo lavoro non ha fatto in tempo ad essere inserito nell’analisi di quest’anno. Ma la cosa più importante che dobbiamo fare adesso è aiutare i cittadini ad usare questi numerosi servizi digitali. Stiamo assistendo chi vuole attivare l’identità Spid e dobbiamo prevedere altre azioni come questa».

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