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CAPPELLA CANTONE

Rotatoria al buio: «Bisogna evitare altri morti. Quelle luci vanno riaccese»

L'appello di Lorena Boiardi Zambelli: Marco, il marito 55enne, è deceduto in un incidente poco più di un mese fa

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

19 Novembre 2021 - 05:20

Rotatoria al buio: «Bisogna evitare altri morti. Quelle luci vanno riaccese»

La rotatoria sott'accusa

CAPPELLA CANTONE - «Quelle luci devono essere riaccese e farò di tutto perché questo accada: la morte di mio marito non può chiudersi così, quanto accaduto a lui deve servire per evitare altre tragedie». Sono parole che mettono i brividi quelle di Lorena Boiardi, la vedova di Marco Zambelli, il 55enne di Zanengo vittima il 9 ottobre scorso di un’uscita di strada fatale lungo la rotatoria, non illuminata, di Cappella Cantone, dove confluiscono la Sp 47 e la zona industriale del Cise. Di sera, rientrando da Soresina, Zambelli ha perso il controllo del suo scooter, è salito sull’aiuola spartitraffico, andandosi poi a schiantare contro le lamiere del guard rail.

UN MESE DALLA TRAGEDIA. Dalla tragedia è trascorso un mese e mezzo e, come si temeva, con l’avvento della stagione delle nebbie nulla è cambiato. I lampioni continuano a essere spenti e quando scende l’oscurità la rotonda ‘scompare’.

«Vorrei sapere a chi appartiene quel tratto di strada e soprattutto vorrei sapere perché nemmeno dopo l’incidente di mio marito le luci sono state riattivate. Forse aspettarsi le condoglianze da parte di quei signori era chiedere troppo, non so spiegarmi perché non ho sentito nessuno, ma quei lampioni devo tornare accesi. Ricordo che mentre si discute di chi sono le bollette da pagare per quella rotonda, un uomo è morto e ha lasciato tre figli e sua moglie; si possono dire tante cose sull’incidente di Marco ma la certezza è che le luci erano spente e lo sono ancora». 

 Ricordo che mentre si discute di chi sono le bollette da pagare per quella rotonda, un uomo è morto e ha lasciato tre figli e sua moglie


APPELLO CONDIVISO. Un appello, quella della donna, condiviso dai tanti automobilisti che ogni giorno e soprattutto ogni sera attraversano quell’incrocio. Buio e, a prescindere dalle cause dell’uscita di strada di Zambelli, oggettivamente pericoloso. A chi compete la responsabilità di ripristinare l’illuminazione mancante? Al momento nessuno sembra intenzionato a farsene carico.

«Quella rotatoria non è di nostra competenza – fa sapere l’ufficio stampa della Provincia – la gestione è in carico al Cise, ora in liquidazione, e ai Comuni consorziati».

Certezze che però si scontrano con i dubbi espressi dal sindaco di Cappella Cantone, Comune sul quale insiste l’incrocio nonché componente del Cise: «Non ho la competenza giuridica – spiega Francesco Monfredini – per confermare la versione della Provincia. Posso solo dire che mi sento profondamente dispiaciuto per la perdita della signora: simili tragedie non dovrebbero mai accadere».

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