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Truffe agli anziani, in carcere coppia polacca

"Suo nipote è gravemente malato": prima la telefonata, poi la richiesta di denaro

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

17 Novembre 2021 - 05:50

Truffe agli anziani, in carcere coppia polacca

CREMA - Anziani, sovente soli, truffati da persone senza scrupoli che non hanno esitato a giocare sulle paure causate dalla pandemia, per rubare loro mezzo milione di euro: una quindicina di raggiri messi a segno da una banda in tutto il nord Italia. Tra le vittime anche alcuni nonni che vivono a Crema. A porre fine a questa organizzazione malavitosa è stata, nei giorni scorsi, l’ordinanza di custodia cautelare a carico di due polacchi, emessa dalla procura di Varese. Una lunga indagine, un’operazione portata a termine dalla squadra mobile della medesima città lombarda. La maggior parte delle truffe, infatti è stata messa a segno proprio nel Varesotto, le altre, oltre a Crema, sono state organizzate ai danni di anziani di Vercelli e Rimini. In manette, con l’accusa di truffa, è finita una coppia di polacchi quarantenni, protagonisti dei raggiri cominciati durate il lockdown, nell’aprile 2020, e proseguiti sino a settembre di un anno fa.

Il modus operandi dei due, che avevano anche complici in Polonia, da dove partivano le telefonate a casa delle vittime, è stato più o meno sempre il medesimo. Innanzitutto veniva individuato con attenzione l’anziano, scelto non a caso, probabilmente dopo averne osservato i movimenti quotidiani, aver preso qualche informazioni ed essersi accertati che vivesse da solo e non avesse frequenti contatti con i familiari. Il primo contatto avveniva sempre via telefono. Una lunga chiamata, fingendosi addirittura i figli, i nipoti o comunque un giovane parente e raccontando di essere in ospedale in gravi condizioni proprio a causa del contagio da Covid-19. Toni drammatici, pianto e paura. Tutte tecniche per costringere l’anziano ad abbassare le proprie difese, per muovere compassione in lui o in lei. Per accrescere l’angoscia della vittima, nel corso della stessa telefonata veniva fatta parlare con un finto medico del reparto. Inutile dire che il quadro clinico del parente infettato era sempre drammatico. In qualche caso la cornetta veniva passata addirittura ad un carabiniere. Poi, immancabilmente, arrivava la richiesta di denaro. «Servono soldi subito per curare suo nipote – spiegavano i truffatori – già oggi può passare un nostro incaricato a ritirare la somma». In molti casi gli anziani non ci sono cascati. I truffatori, però, hanno fatto centro in una quindicina di occasioni. 

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