Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS. IL RICERCATORE

Proteina anti-Covid, è lo studio dello scienziato Bertoletti

Il cremonese, direttore del Duke-Nus Medical School di Singapore, è in prima linea

Lucilla Granata

Email:

redazione@laprovinciacr.it

15 Novembre 2021 - 05:25

Proteina anti-Covid, è lo studio dello scienziato Bertoletti

Lo scienziato cremonese Antonio Bertoletti

SINGAPORE - Lo scienziato cremonese Antonio Bertoletti, direttore del Duke-Nus medical school di Singapore, è specializzato nello studio delle malattie infettive. Negli ultimi due anni, gli sforzi del suo istituto si sono concentrati sul Sars Cov 2. In questi giorni ha fatto molto scalpore la notizia rimbalzata proprio da Singapore, dove il governo ha dichiarato che non pagherà più le cure mediche a chi non si vaccina per scelta. Una decisione drastica, che ha fatto discutere da questa parte del globo.

Qual è la situazione attuale lì, dottore?
«A Singapore la situazione è molto pesante e sono state rafforzate le restrizioni. Si può uscire e andare ovunque, ma con mascherina sempre, sia all’interno che all’aria aperta, al ristorante si può cenare solo in due al tavolo, al cinema bisogna avere tre sedie libere davanti, dietro e di fianco. Il problema è che qui la prima ondata non è mai praticamente esistita, ma all’epoca il governo aveva deciso comunque che avrebbe garantito cure gratuite a chiunque si fosse ammalato di Covid. Questo perché la sanità normalmente non è gratuita, è sul modello americano più o meno. Bisogna avere assicurazioni sanitarie importanti per pagarsi le cure perché di fatto non esiste un ospedale pubblico. Per chi è in difficoltà economiche ci sono alcuni aiuti, ma la verità è che se non ti puoi permettere un’assicurazione e hai bisogno di un’operazione, non te la fanno. Hanno fatto un’eccezione per il Covid: vaccini gratuiti e cure gratuite. Ma ora che da quattro, cinque casi al giorno, con un tasso di mortalità bassissimo, siamo passati a 3.000 casi al giorno, sono tutti terrorizzati e quindi hanno preso questo provvedimento. Qui i vaccinati, tanti, circa l’84% della popolazione, sono giovani. Il contrario della situazione italiana. Gli under 50 sono praticamente tutti vaccinati. Infatti anche quelli che si ammalano non stanno molto male, ma vanno in ospedale lo stesso per paura, venendo a pesare sulle strutture. Lo zoccolo duro dei non vaccinati è invece rappresentato dagli anziani, che hanno sempre temuto e continuano a temere le cure occidentali».

Situazione ribaltata in Italia, dove sono più gli under 50 a parlare di ‘siero sperimentale’ riferendosi ai vaccini.
«Mi fa sorridere sentire questa definizione. I vaccini anti Covid sono vaccini a tutti gli effetti e anche tra i più sperimentati. Abbiamo vaccinato circa la metà della popolazione mondiale. Più sperimentati di così…».

Lei tra l’altro, con il suo team, ha pubblicato un importantissimo studio proprio in questi giorni su una proteina che potrebbe aumentare ulteriormente l’efficacia dei vaccini.
«Sì, insieme a gruppi di lavoro londinesi abbiamo scoperto che c’è un’altra proteina, oltre alla Spike, che potrebbe essere molto più efficace. Si tratta della polimerasi. È molto importante per due motivi».

Il primo?
«Perché grazie a questa proteina il virus, se penetra, non riesce in alcun modo a replicarsi e quindi muore».

Il secondo?
«Perché la polimerasi è conservata in tutti i Coronavirus. Ne abbiamo riscontrata la presenza sostanzialmente in tutta la grande famiglia di questa malattia, anche nei Coronavirus che infettano gli animali. Questo significa che in potenza potremmo bloccare anche le eventuali infezioni future. Perché la polimerasi è sempre presente».

Una scoperta davvero straordinaria per una pandemia che ci si augura di sconfiggere il prima possibile.
«Sto per fare la terza dose anche io. Credo che la malattia abbia dimostrato ampiamente il successo delle vaccinazioni. Si riscontra facilmente: dall’effetto sulla mortalità nei paesi a basso tasso di vaccinazioni, sempre molto alto, e sul riscontro bassissimo, quasi nullo, invece, di effetti collaterali gravi. Appena uscito, potevo comprendere le perplessità di qualcuno e il desiderio di aspettare un attimo per vedere che conseguenze potesse avere».

E adesso invece?
«Ora abbiamo veramente visto abbastanza. E ritengo che ne sappiamo abbastanza per sostenere che il vaccino sia sicuro ed efficace. Punto».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400