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CORONAVIRUS. IL REPORT

Covid, quinta ondata: ecco l'identikit del contagiato

L'Ats certifica la nuova fase: positivi soprattutto fra i 6 e i 13 anni. «È la pandemia dei non vaccinati»: solo loro ricoverati in Intensiva

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

15 Novembre 2021 - 05:30

Covid, quinta ondata: ecco l'identikit del contagiato

CREMONA - Adesso anche Cremona è ufficialmente alle prese con la quinta ondata: lo attesta, nero su bianco, il report settimanale redatto dall’Osservatorio Epidemiologico di Ats Val Padana, che indica a chiare lettere come «la quarta ondata si sia conclusa i primi giorni di settembre per poi lasciare spazio alla quinta ondata, che sta portando il numero di casi in salita nell’ultimo mese, soprattutto nella fascia d’età 6-13 anni».

L'IDENTIKIT DEI NUOVI CONTAGIATI. E nel documento dell’azienda si traccia anche un identikit preciso dei nuovi contagiati e dei ricoverati: in generale, il virus colpisce più gli uomini (85 in provincia nella prima settimana di novembre, mentre le donne sono state 70). «Circa la metà dei casi occorsi — annota l’Ats — è a carico della popolazione fino ai 44 anni. Sono per lo più bambini sotto i 12 anni di età le persone in quarantena perché contatti di positivi. I ricoverati sono per lo più persone dai 45 anni in su».

Una descrizione che può essere perfettamente sovrapposta a quella relativa ai soggetti meno propensi a vaccinarsi, quella fatta attraverso i grafici dagli esperti di Ats Val Padana: riconduce proprio «a uomini tra i 30 e i 45 anni e a donne intorno ai 30 anni. Il dato sulle donne – si legge – potrebbe essere spiegato dalle gravidanze in atto che ricadono soprattutto in questa fascia d’età».

covid

OSPEDALIZZATI I NON VACCINATI. Ecco quindi che i dati mettono in evidenza anche un altro elemento significativo: l’ospedalizzazione riguarda soprattutto persone che non hanno ricevuto il vaccino. E così, anche sul territorio cremonese, specularmente a quanto sta accadendo nel resto d’Italia e d’Europa, quella a cui si sta assistendo in questi ultimi giorni può essere definita la «pandemia dei non vaccinati».

Anche se «l’incidenza settimanale è aumentata sia tra i vaccinati con ciclo completo (circa 33 casi ogni 100 mila abitanti) che tra i non vaccinati (quasi 89 casi su 100 mila), tutti i ricoveri in terapia intensiva – viene riportato nel report – sono a carico di persone non vaccinate. I tassi settimanali esplicitano come i non vaccinati abbiano una probabilità di ammalarsi pari a quasi 3 volte quella dei vaccinati con ciclo completo e una probabilità di essere ricoverati per Covid pari a 8 volte quella di chi ha completato l’iter vaccinale. Se tutte le persone sopra i 12 anni che non sono vaccinate fossero state vaccinate con ciclo completo, si stima che la settimana presa come riferimento avremmo potuto contare 54 casi e 9 ricoveri in meno rispetto a quanto effettivamente osservato tra i non vaccinati».

Il primo colpo d’occhio con la tabella fornita da Ats potrebbe far pensare che i nuovi positivi siano soprattutto tra i vaccinati con ciclo completo: 179 contro gli 86 dei non vaccinati, ai quali si aggiungono i 50 tra i bambini sotto i 12 anni (totale 136). In realtà, si tratta di una sorta di distorsione che va letta tenendo conto della platea che si sta prendendo in considerazione: 538.119 sono i vaccinati sui quali il virus ha un tasso settimanale di 33,26 ogni 100 mila soggetti; mentre i non vaccinati sono 96.995, con un tasso di positività che sale vertiginosamente a 88,66 ogni 100 mila soggetti (negli under 12, che sono 73124, il tasso è del 68,38).

Stando ai calcoli di Ats sull’efficacia dei vaccini sulla prevenzione del rischio, guardando alle fasce anagrafiche che risultano attualmente più colpite, se nella fascia di età tra i 12 e 39 anni i non vaccinati avessero ricevuto il farmaco, si sarebbe evitato l’84% di contagi e il 92% dei ricoveri; mentre tra i 40 e i 59 anni, l’83% e il 96%.

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