Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CASALMAGGIORE: IL CASO

L'assessore Salvatore alla manifestazione no green pass di Trieste: è bufera

Il rappresentante della giunta Bongiovanni ripreso dalle telecamere del Tg3. Il sindaco starebbe valutando di rimuoverlo dalla carica

Davide Bazzani

Email:

redazione@laprovinciacr.it

12 Novembre 2021 - 14:13

L'assessore Salvatore alla manifestazione no green pass di Trieste: è bufera

L'assessore Gianfranco Salvatore alla manifestazione no-vax

CASALMAGGIORE - Ripreso dalle telecamere del Tg3 durante una manifestazione no Green pass a Trieste, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Casalmaggiore Gianfranco Salvatore è finito nuovamente nella bufera, dopo le recenti polemiche seguite al suo intervento in consiglio sulla uscita dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali in seguito ad una votazione. A quanto lo stesso assessore si attende, presto ci potrebbero essere novità sul suo ruolo istituzionale, nel senso che il sindaco Filippo Bongiovanni starebbe valutando di rimuoverlo dalla carica, in assenza di dimissioni volontarie che lui, peraltro, non ha alcuna intenzione di presentare.

NEL MIRINO DELL'ANITRA

L’ultimo sviluppo nasce dalla pagina satirica "La Nădra dal Giög", pubblicata su Facebook e realizzata da Stefano Superchi per tentare “di far ridere e riflettere parlando di cose serie o semiserie, con un occhio di riguardo alla zona del comprensorio Oglio Po”. Nel mirino dell’anitra questa volta è finito Salvatore, protagonista suo malgrado di una scheda simile a quelle pubblicate dalla trasmissione Chi l’ha visto?Ultim’ora – Uomo scomparso da casa - è il testo di commento -. Si riaccendono le speranze a Casalmaggiore, da dove si è allontanato il 30 settembre Frangianco Salvadòr. Il 60enne, dopo aver messo in dubbio il fatto che l’omosessualità non sia da considerarsi una malattia mentale, in una agitata seduta del consiglio comunale, si sarebbe allontanato a piedi sull’argine del fiume Po canticchiando una strana filastrocca (“One two three – LGBT! - Vòn dü trì - a t’ò bèla cuñusì!”). A più di un mese dalla sparizione, quando ormai si temeva il peggio, la svolta nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto?”: sarebbe stato riconosciuto in un filmato del TG3 alla manifestazione “No Green Pass” di Trieste. Secondo alcune testimonianze il Salvadòr stava cercando di convincere i dimostranti a cambiare il nome della manifestazione in “No Rainbow Pass””. I commenti non sono mancati.

L'ASSESSORE CONFERMA: "SI, SONO IO" 

Abbiamo contattato l’assessore per sapere com’è andata. “Sì, a Trieste sono andato, molto convinto, e lì ho conosciuto

Io non mi sono vaccinato. Ma quello che contesto in assoluto è il Green pass, uno strumento ricattatorio usato dallo Stato per metterti comunque in un angolo

persone assolutamente straordinarie, per dignità e convinzione rispetto ai principi che erano venute ad affermare. Confesso che quando ho visto utilizzare gli idranti contro i manifestanti, mi sono convinto che la democrazia ormai è finita”. Ma come mai ha deciso di andare lì? “Per quanto riguarda il vaccino io sono un “free vax”, nel senso che trattandosi di un trattamento sanitario ritengo che ci debba essere la libertà di farlo oppure no. Io non mi sono vaccinato. Ma quello che contesto in assoluto è il Green pass, uno strumento ricattatorio usato dallo Stato per metterti comunque in un angolo. Non c’è l’obbligo vaccinale, ma il Green pass è un grimaldello con cui lo Stato ti può togliere la libertà”. Per Salvatore è inaccettabile l’obbligo del Green pass per lavorare, perché si tratta di uno strumento discriminatorio nei confronti di una minoranza e viola diritti che dovrebbero essere garantiti. “E penso anche che se metteranno le mani sui bambini per vaccinarli si renderanno responsabili di un crimine contro l’umanità”.

UNA SCELTA RADICALE

Ci sono cittadini, facciamo presente, che vedendola senza mascherina in mezzo alla folla di Trieste si sono detti preoccupati perché lei ha a che fare con tante persone nel suo ruolo di assessore, bambini compresi. “Dal 15 ottobre scorso ho fatto una scelta radicale. Non sono vaccinato e non intendo fare tamponi, per cui ho smesso di avere contatti con chiunque in tutti gli edifici comunali. Per cui vorrei tranquillizzare tutti coloro che mi considerano un untore”. L’assessore fa intendere poi che sta valutando eventuali azioni legali nei confronti degli autori di alcune considerazioni nei suoi confronti e anticipa che la sua scelta di autoisolamento, che ovviamente rende più difficoltoso anche espletare il ruolo di assessore, “comporterà delle conseguenze, come vedrete nei prossimi giorni”. Nel senso, chiediamo, che intende dimettersi? “No, io non mi dimetterò assolutamente”. Allora potrebbe essere il sindaco a rimuoverla? “Sì”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400