Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL DIBATTITO SUI DIRITTI CIVILI

Casalmaggiore, Legge Zan: scontro in consiglio e sorprese

Minoranze scatenate dopo le parole dell’assessore Salvatore. «Considera l’omosessualità una malattia?». Parte della maggioranza si astiene o non vota

Davide Bazzani

Email:

redazione@laprovinciacr.it

02 Ottobre 2021 - 13:46

Casalmaggiore, Legge Zan: scontro in consiglio e sorprese

L’assessore ai Servizi sociali, Gianfranco Salvatore, e la seduta dell’ultimo consiglio comunale

CASALMAGGIORE - «L’omosessualità non è più considerata come una malattia mentale dal 1973 in seguito ad una alzata di mano da parte degli psichiatri dell’American Psychiatric Association, dopo che per mesi erano stati ‘bombardati’ dai movimenti gay. Non si è trattato di una scelta scientifica, basata su studi, è stata semplicemente una votazione». Questo commento dell’assessore ai Servizi sociali Gianfranco Salvatore sulle modalità con cui si è giunti da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità alla «derubricazione» dell’omosessualità come malattia mentale, ha suscitato una levata di scudi nell’ambito delle minoranze consiliari – il Listone ha poi chiesto il ritiro delle deleghe all’assessore — e anche una spaccatura in seno alla maggioranza.

LA MOZIONE DI CNC

Tutto è partito dalla discussione in consiglio comunale sulla mozione di Cnc a sostegno all’approvazione della proposta di legge «Misure di prevenzione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità», il cosiddetto ddl Zan. Le minoranze hanno votato tutte a favore mentre la maggioranza si è espressa con sette voti contrari, mentre Igor Piazza si è astenuto e Pamela Carena e Mara Parri non hanno partecipato al voto. Il capogruppo di Cnc Fabrizio Vappina ha stralciato il primo punto del documento perché manca ancora il testo definitivo della legge, ma ha lasciato le parti che chiedono di celebrare sul sito del Comune il 17 maggio, «Giornata Internazionale contro l’omofobia, bifobia e transfobia» e altre giornate, e di modificare lo statuto. Richiesta, quest’ultima, contestata dal sindaco Filippo Bongiovanni: «L’articolo 3 del nostro statuto richiama la Costituzione, che è già molto puntuale contro le discriminazioni». Gianpietro Seghezzi ha bocciato l’idea dicendo che «siamo di fronte a un percorso che apre spazi pericolosi visto che il ddl Zan è una legge penale» e ha ironizzato sulla richiesta di ricordare le varie ricorrenze: «Perché non celebrare anche il ‘polenta day’ o il ‘giorno dell’uovo’?». Vappina ha rigettato il commento. Pierluigi Pasotto (Cnc) ha sottolineato che il termine «identità di genere» dà «molto fastidio a chi si oppone al ddl Zan. Chi lo sostiene ritiene che una aggressione contro una persona che ha un diverso orientamento sessuale è un motivo causato da un odio puntuale: la persona non viene colpita per ciò che fa, ma per ciò che è». Mario Daina (Cnc): «Ancora una volta l’obbiettivo è chiaro: tentare di fare di tutto perché il confronto vada su un binario morto. Questa legge chiede quello che quasi tutti i Paesi europei hanno e noi chiediamo che tutti abbiano gli stessi diritti». Martina Abelli: «Vorrei far capire anche il punto di vista di chi critica la legge. Con che diritto lo Stato deve decidere se uno ha una mentalità arretrata o meno?».

DIBATTITO ACCESO

Salvatore ha innescato la miccia con la sua dichiarazione sui fatti del 1973. «Quanto al numero dei crimini di odio e delle segnalazioni di violenze – ha aggiunto -, nel 2019 all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del ministero dell’Interno sono arrivate 107 segnalazioni, senza omicidi, pari allo 0,0001 per cento della popolazione. Tutta questa emergenza mi sembra non risulti. Quanto alle ‘giornate’, ce ne sono già a sufficienza». In minoranza è iniziato a serpeggiare il malcontento, a partire da Vappina: «Allora per lei l’omosessualità è una malattia? Non si può sentire. Gliene chiederemo conto in altra sede». Reazioni indignate anche da Pasotto e Fomiatti. Salvatore (difeso da Pierfrancesco Ruberti: «Ognuno può avere la propria opinione»): «Ho solo detto come si è arrivati alla derubricazione dell’omosessualità». Carena ha detto che «si tratta di questioni molto delicate. Tutti ci poniamo dalla parte della tutela dei diritti umani, ma su questo disegno di legge ognuno ha le proprie sensibilità». Dopo il consiglio è giunto un commento di Fomiatti: «L’assessore vuole intendere che gli omosessuali sono malati a differenza di quanto stabilito da decenni? Chiarisca. Anche la Chiesa cattolica (finalmente!) ha riconosciuto che l’omosessualità non è malattia». Fomiatti condanna «fermamente» le dichiarazioni di Salvatore anche da vicepresidente del consiglio comunale: «Certo che quanto detto dall’assessore non è sostenuto da tutta l’amministrazione della quale fa parte, chiediamo al sindaco Bongiovanni di ritirare tutte le deleghe in capo all’assessore».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400