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PIADENA-RIVAROLO DEL RE

Profughi afghani, si allarga la rete dell'accoglienza

Importante azione umanitaria a favore dei migranti in fuga dal regime talebano

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

12 Novembre 2021 - 05:40

Profughi afghani, si allarga la rete dell'accoglienza

PIADENA-RIVAROLO - Il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) avente come capofila il Comune di Piadena Drizzona si prepara a una azione umanitaria nei confronti di cittadini afghani in fuga dal loro Paese in seguito alla presa del potere da parte del regime talebano. Ne parlano la responsabile del Sai, Marketa Hulitova, il sindaco di Piadena Drizzona Matteo Priori e l’assessore ai Servizi sociali Luciano Di Cesare. «Il Sai, a fronte di quanto avvenuto a settembre — spiega la Hulitova — è stato subito interessato dalla Prefettura in merito a quale risposta poter dare nei confronti della crisi afghana e così abbiamo iniziato subito a studiare la situazione. La richiesta era mirata a ottenere la disponibilità di posti aggiuntivi per l’accoglienza e così ci siamo attivati per poter aderire, partecipando a un bando. Il Comune di Rivarolo del Re ha dato la sua disponibilità ad ampliare il progetto Sai portando da 4 a 9 i posti disponibili per nuclei famigliari con minori anche mono genitoriali, grazie alla struttura di Casa Paola della Tenda di Cristo».

Luciano Di Cesare, Marketa Hulitova e Matteo Priori


In seguito alle indicazioni giunte dalla prefettura, «siamo giunti ad elevare la nostra capacità di accoglienza da 45 a 50 posti — prosegue la Hulitova —. Lunedì abbiamo incontrato le associazioni del territorio e anche due famiglie afghane che vivono a Piadena per predisporre l’accoglienza. Noi, in relazione all’attivazione di corridoi umanitari, diamo supporto per i permessi di soggiorno, per la mediazione linguistica, per gli indirizzi relativi alle necessità scolastiche, ma abbiamo costantemente bisogno di rapportarci con le realtà del terzo settore. Il Comune di Piadena Drizzona si sta impegnando parecchio, mediante la gestione del Sai, perché ci sia una maggiore coesione, perché si crei una rete di collaborazioni più stretta». 

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