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LA SENTENZA

Agnadello: l’ex sindaco assolto, ma paga le spese

Marco Belli era finito sotto processo: per il giudice il Comune non deve risarcirlo

Gianluca Maestri

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redazione@laprovinciacr.it

10 Novembre 2021 - 05:15

Agnadello: l’ex sindaco assolto, ma paga le spese

Marco Belli e Giovanni Calderara

AGNADELLO - Il Comune non dovrà pagare a Marco Belli il rimborso delle spese legali dei due gradi di giudizio presso il tribunale di Cremona nei quali è stato assolto (perché «Il fatto non sussiste») dalle accuse di concorso in turbativa d’asta ed abuso d’ufficio per fatti risalenti al periodo in cui è sindaco di Agnadello (2014-2019). Lo ha stabilito Silvestro Binetti, giudice onorario di pace del tribunale di Cremona.

Belli, che chiedeva 32.326 euro (più interessi), dovrà invece rifondere lui stesso al Comune le spese della causa intentata contro l’ente per circa 9.000 euro. Canta vittoria l’attuale gruppo di minoranza «Lista per Agnadello», minoranza anche ai tempi dell’amministrazione Belli, poi diventata maggioranza consiliare dal 2014 al 2019.

GIOVANNI CALDERARA. «Nello stesso procedimento giudiziario, e per i medesimi capi d’accusa - spiega il leader di Lista per Agnadello Giovanni Calderara, ai tempi grande accusatore di Belli-, l’ex segretario comunale Anselmo Cicco, patteggiò una pena ad un anno ed otto mesi in sede di udienza preliminare mentre Belli, che altrimenti avrebbe dovuto dimettersi da sindaco, scelse la strada del processo. Ricordo anche che la sentenza di assoluzione nei suoi confronti fu autonomamente impugnata dal procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia ma in seguito confermata dal collegio giudicante. Essendo risultato come unico assolto della vicenda processuale, Belli riteneva di aver acquisito un diritto al rimborso, da parte del Comune, delle spese legali sostenute per la sua difesa, consistenti a suo dire in euro 32.326, liquidati in parte all’avvocato Piermauro Stombelli di Vailate ed in parte all’avvocato Brunello De Rosa di Milano».

La questione venne affrontata a più riprese tra il 2016 ed il 2019, ma la convinzione della precedente giunta comunale, guidata proprio da Giovanni Calderara come sindaco ed assistita dall’avvocato cremasco Elena Piloni, basata sull’interpretazione di una modifica di legge intervenuta a processo ormai concluso, era sempre stata di segno opposto a quella espressa da Belli e dai suoi legali.

«La sentenza del tribunale ordinario di Cremona - prosegue Calderara -, conferma in buona sostanza ciò che la precedente giunta ed il suo legale avevano sempre sostenuto fin dall’inizio della contesa, cioè che la subentrata norma legislativa relativa ai rimborsi non poteva avere valore retroattivo: l’assoluzione di un amministratore non comportava automaticamente un risarcimento da parte della pubblica amministrazione e quest’ultima aveva facoltà di decidere in rapporto alla valutazione dei fatti, anche a prescindere dalle risultanze del processo. Lista per Agnadello già ai tempi del rinvio a giudizio (era il 2013) sollevò pubblicamente la questione del conflitto d’interessi riguardante i legali scelti da Belli, che erano al tempo stesso legali di fiducia del Comune con notevoli incarichi già acquisiti dall’ente pubblico che avrebbe invece dovuto costituirsi parte civile nel procedimento contro il sindaco ma a fronte di un’interrogazione ad hoc presentata dal gruppo di minoranza dell’epoca Belli rispose che gli avvocati difensori li avrebbe pagati lui di tasca propria, senza nulla chiedere al Comune. Dopo l’assoluzione, ha fatto invece l’esatto contrario. Nel corso del precedente mandato - conclude Calderara - un tentativo di conciliazione tra la precedente giunta e l’ex sindaco venne fatto ma la somma di 5.000 euro offertagli dal Comune a titolo di rimborso, in via definitiva, fu considerata offensiva».

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