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CASALMAGGIORE

Punto nascita, a 3 anni dalla chiusura c'è uno spiraglio

Udienza pubblica di merito del Consiglio di Stato il 2 dicembre. Si parlerà del ricorso 296 del 2020 che i Comuni del Casalasco avevano presentato contro la sentenza del Tar

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

09 Ottobre 2021 - 10:29

Punto nascita, a 3 anni dalla chiusura c'è uno spiraglio

CASALMAGGIORE - Si riaprono le speranze per il punto nascita dell’ospedale Oglio Po, chiuso tre anni fa? E’ prematuro dirlo, ma uno spiraglio è offerto dal fatto che il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale - Sezione III -, come rende noto il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, ha fissato per il prossimo giovedì 2 dicembre alle 9 a Roma l’udienza pubblica di merito per discutere del ricorso 296 del 2020 che i Comuni del Casalasco avevano presentato contro la sentenza del Tar a loro sfavorevole rispetto, appunto, alla decisione di chiudere il punto nascita.

In particolare, i Comuni di Casalmaggiore, Viadana, Bozzolo, Gussola, Sabbioneta, Martignana di Po, Commessaggio, San Martino dell'Argine, Pomponesco, Torricella del Pizzo, Casteldidone, Rivarolo del Re, Spineda, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, San Martino del Lago, Piadena Drizzona, Gazzuolo, Dosolo e Rivarolo Mantovano, difesi dall'avvocato Gabriele Pafundi di Roma, che già affiancava il compianto avvocato Antonino Rizzo, con il ricorso al Consiglio di Stato hanno chiesto l’annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione di Brescia, emessa in data 14 maggio 2019, non notificata.

punto nascita

Con tale sentenza è stato respinto il ricorso volto ad ottenere l'annullamento della deliberazione della giunta regionale della Lombardia del 28 giugno 2018 (numero XI/267), pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia il 24 luglio 2018, con cui veniva decisa la chiusura del punto nascita.

Con quella delibera è stato infatti approvato il “Documento tecnico per la riorganizzazione della rete di offerta per l'assistenza alle donne e ai neonati in Lombardia”, nella parte in cui dispone la cessazione dell'attività del punto nascita dell'ospedale Oglio Po, facente capo alla Asst di Cremona, entro il 31 dicembre 2018, nonché dei “pareri del Comitato Percorso Nascita nazionale del 21 novembre 2016 e del 16 ottobre 2017 e di tutti gli altri atti preordinati, conseguenti e comunque connessi”.

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Tra i motivi portanti del ricorso al Consiglio di Stato presentato dai Comuni, ricorda il sindaco, “l’eccesso di potere per travisamento dei fatti, erroneità dei presupposti e difetto di istruttoria”, in quanto si afferma da parte di Regione e Ministero che "la distanza media tra i comuni dell'Oglio Po e gli ospedali di Mantova o Cremona è di 12-25 minuti, mentre in realtà da Viadana o Casalmaggiore che sono i Comuni più popolosi e con più nascite, in realtà servono almeno 45-50 minuti di tempo per giungere in ospedali. Motivazione che il Tar di Brescia non ha ritenuto rilevante”.

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