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EX PRIMARIO A PROCESSO

Caso Martinotti, nelle carte le accuse dei colleghi

Il 9 marzo in aula il pm porterà a testimoniare i chirurghi Busi e Pasquali. E nel processo entra l’Asst

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

03 Novembre 2021 - 21:49

Caso Martinotti, i "corvi" lo accusano di quattro omicidi

Mario Martinotti e i suoi legali

CREMONA - Il chirurgo Giordano Busi, che nel 2009 «fuggì» dall’ospedale Maggiore per l’Oglio Po, «a causa degli scontri» con il primario Mario Martinotti, arrivato da Varzi (Pavia) nel giugno del 2007, per 13 anni a capo del reparto. E il chirurgo Nicola Pasquali, che avrebbe «scaricato» il primario quando ancora lavoravano gomito a gomito. I nomi di Busi e Pasquali spuntano nella montagna di carte che raccontano l’indagine shock su Mario Martinotti, 64 anni, di Pavia, l’ex primario dell’ospedale Maggiore in pensione da gennaio 2020. E da oggi sul banco degli imputati. Il pm Milda Milli lo accusa di quattro omicidi colposi. Sono le storie di Giuseppina Zanardi, morta nel 2015 all’età di 75 anni, gli stessi anni che aveva Renza Maria Panigazzi, lei deceduta nel febbraio del 2019; di Pasquale Dornetti, morto nel 2017 all’età di 78 anni, e di Renzo Tanzini, 51 anni, deceduto nel 2016 dopo sedici interventi. Per l’accusa, quattro storie cliniche di operazioni inutili, rischiose. E c’è anche l’accusa di truffa all’Asst. Per il pm, il primario aveva un rapporto esclusivo con l’azienda. Ma avrebbe curato privatamente suoi pazienti in una clinica privata nel Pavese messa in piedi con la moglie Floriana Maggi, lei dentista, coimputata nella truffa aggravata. Martinotti respinge le accuse. Si difenderà.

BUSI E PASQUALI TESTIMONI

Leggendo il voluminoso carteggio dell’indagine, l’ex camice bianco oggi imputato ha scoperto chi erano le «fonti confidenziali». «I corvi», li definirà Martinotti. Busi e Pasquali vennero sentiti in Procura nell’ottobre del 2018. Da anni Busi operava all’Oglio Po. Pasquali no. Nel 2018 prendeva ancora ordini dal suo primario. E non è un caso se, esploso il caso shock, Pasquali sia stato il solo chirurgo dell’équipe a non aver firmato la lettera di solidarietà a Martinotti. Il pm Milli porterà Busi e Pasquali a testimoniare al processo, il 9 marzo prossimo, data fissata dal giudice all’udienza filtro di ieri con Martinotti presente in aula accanto ai difensori, i professori Carlo Enrico Paliero e Luigi Fornari.

NEL PROCESSO ENTRA L'ASST

In aula c’è Paolo Tanzini. È seduto accanto all’avvocato di parte civile Guido Giarrusso. Tanzini è il fratello di Renzo, morto all’età di 51 anni, finito in sala operatoria più di sedici volte. E c’è l’avvocato di parte civile Mario Palmieri. Assiste la vedova e il figlio di Pasquale Dornetti, 78 anni, agricoltore di Credera Rubbiano. Nel processo entra l’Asst, chiamata in causa dagli avvocati Giarrusso e Palmieri come responsabile civile. Si comincerà il 9 marzo, si proseguirà il 27 aprile, l’11 e il 25 maggio e l’1 giugno. 

LA "TRUFFA AGGRAVATA"

Luca Curatti ha provato a far eliminare dalla lista del pm i testimoni indicati dal numero 8 al numero 29, chiamati al processo per riferire «su quanto è noto». ‘Su quanto è noto’ è troppo generico per l’avvocato, ma il giudice ha rigettato l’eccezione. Perché quei testi sono pazienti già sentiti in Procura durante le indagini, «curati privatamente nella clinica privata» di Martinotti. È il capitolo sulla truffa aggravata all’Asst, il reato che il pm contesta all’ex primario e a sua moglie Floriana Maggi. L’Asst non si era costituita parte civile in udienza preliminare, non lo ha fatto nemmeno ieri al processo. Per il pm, dal 24 febbraio al 31 dicembre del 2019, pur avendo il primario un rapporto esclusivo con l’Asst, pagato con 52.577, 74 euro lordi di indennità, insieme alla moglie avrebbe costituito a Voghera, «fittiziamente», il Poliambulatorio Studio Medico Polispecialistico Clastidium. Qui Martinotti visitava i pazienti.

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