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Inquinamento atmosferico, Cremona è già fuorilegge

Pm10: dal primo gennaio 49 sforamenti del limite. Maglia nera in Lombardia. E Crema non sta meglio

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

29 Ottobre 2021 - 10:31

Inquinamento atmosferico, Cremona è già fuorilegge

CREMONA - Dal primo gennaio a ieri, gli sforamenti delle polveri sottili in centro città sono già stati 49 (rilevati dalla

Un record tutt’altro che positivo, che riconsegna a Cremona l’ultimo posto regionale per qualità dell’aria

centralina Arpa di piazza Cadorna) e diventano addirittura 55 se ci si sposta in via Fatebenefratelli: un record tutt’altro che positivo, che riconsegna a Cremona l’ultimo posto regionale per qualità dell’aria. Subito dopo arrivano Lodi e Brescia con 42 sforamenti delle Pm 10, poi Mantova (41), Pavia (39), Milano (36), Bergamo (32) e Monza (28). E considerando come la normativa europea conceda al massimo 35 giorni all’anno oltre il limite di concentrazione delle polveri sottili, ecco che è di nuovo pieno allarme smog. Fuorilegge. E lo stesso discorso vale anche per Crema, che ha già raggiunto 43 sforamenti; per Soresina che è a quota 54 e per Spinadesco che è a 56 sforamenti. Andando ad analizzare gli ultimi giorni, si nota quasi ovunque una tregua domenica e lunedì, mentre martedì e mercoledì le polveri sottili sono tornate a superare la soglia dei 50 microgrammi: in via Fatebenefratelli sono arrivate a quota 71, in piazza Cadorna il record degli ultimi giorni è stato 68. Più rassicurante la situazione a Crema, dove mercoledì sono stati registrati 53 microgrammi di Pm10 e per trovare un dato da ‘bollino rosso’ bisogna indietreggiare fino al 20 ottobre (livello Pm 10 a quota 86 microgrammi).

INCORAGGIARE I CITTADINI ALL'USO DELLA BICI

Legambiente Lombardia richiama attenzione anche sul TomTom Traffic Index, e cioè il rilevamento in tempo reale

È la bicicletta la grande protagonista di cambiamento nelle metropoli europee, che hanno voluto contrastare il traffico

misurato per la navigazione stradale sulla base di uno spostamento della durata di trenta minuti: a Milano, ad esempio, la congestione del traffico risulta cresciuta del 19% e i tempi di spostamento incrementati di 15 minuti rispetto al periodo precedente la pandemia. «Per uscire da questo pericoloso ingorgo dobbiamo recuperare fiducia nel trasporto collettivo – sostiene Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Occorre restituire ai cittadini la confidenza col mezzo pubblico che avevano prima della pandemia e continuare a sostenere lo smart working. Per molte città lombarde le amministrazioni sono fresche di insediamento: è il momento migliore per impostare programmi serrati per incoraggiare i cittadini all’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. È la bicicletta la grande protagonista di cambiamento nelle metropoli europee, che hanno voluto contrastare il traffico. Le pesanti condanne inflitte all’Italia dalla Corte Europea per le sistematiche violazioni ai limiti degli inquinanti nell’atmosfera, devono farci riflettere sulla capacità di mettere a frutto le risorse di cui oggi disponiamo, a partire da quelle del Pnrr, per evitare che i loro effetti sulla vivibilità urbana spariscano – conclude – in una nuvola di smog». Che intanto però è prevista anche per domani: l’indice di qualità dell’aria, secondo le proiezioni di Arpa Lombardia, dovrebbe infatti essere scarso.

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