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SONCINO

La battaglia di Magarini: «Combatto lo spreco di risorse alimentari»

L’architetto 33enne dirige il Food Policy del Comune di Milano. I suoi progetti sono valsi l’Ambrogino d’oro e l’Earthshot Prize Award

Andrea Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

28 Ottobre 2021 - 06:00

Magarini

Andrea Magarini ritira il premio Nobel per l’ecologia assegnato dalla Royal Foundation

SONCINO - Da piccolo giocava nei parchetti del castrum e all’oratorio San Paolo come fanno tanti bimbi del borgo ancora oggi.

Sprecare il cibo non è mai accettabile e oggi stiamo lavorando per creare città sostenibili

Da ragazzo ha orgogliosamente guidato gli scout. Adesso dirige la Food Policy di una delle metropoli più importanti del mondo, Milano, e i progetti a cui ha lavorato con un vasto team d’eccellenza sono valsi prima l’Ambrogino d’Oro, poi l’Earthshot Prize Award dalla Royal Foundation dei Duchi di Cambridge William e Kate. Andrea Magarini, architetto 33enne del paese sotto ai Matéi, è l'artefice del successo green dei meneghini nel globo e ha fatto della sua passione un lavoro: «Sprecare il cibo non è mai accettabile e oggi stiamo lavorando per creare città sostenibili. E non parliamo di concetti astratti, sia chiaro. Ogni hub alimentare milanese, per esempio, fa risparmiare 600 mila euro all’anno, permettendo di aiutare tantissime famiglie in difficoltà senza che nulla vada buttato e perso».

LA MISSION

Studioso, tecnico, ecologista e col volontariato nel cuore da sempre. Magarini ha saputo mixare i suoi talenti trasformandoli in una ‘mission’: oggi fa il dirigente pubblico a Milano ed è il coordinatore della politica alimentare cittadina. Il che, già lo si capisce dai titoli, non è poco ma la vera importanza sta nell'effetto che le sue idee hanno avuto sulla vita di migliaia di famiglie all’ombra della Madonnina. La sua città adottiva ha vinto il ‘Nobel per l’Ecologia’ (e la ragguardevole cifra di un milione di Sterline) proprio per questo: «Il nostro progetto – spiega Andrea – riguarda la riduzione dello spreco alimentare attraverso gli hub di quartiere. Il funzionamento è molto semplice e consiste nella creazione di luoghi fisici dove confluiscono le eccedenze dei supermarket e delle aziende. Si tratta di cibo assolutamente edibile della sera prima ritirato il mattino successivo con un van del municipio. Questo viene poi messo a disposizione delle varie associazioni che lo smistano a chi ne ha bisogno». Un po’ quello che fa, sostanzialmente, la San Vincenzo a Soncino e il Banco Alimentare in tutta Italia. La rete studiata da Magarini e dalla squadra con cui lavora, però, è ancora più efficiente ed estesa: «Solitamente col Banco si riesce a ridurre lo spreco di cibo del 9%, gli hub arrivano fino al 23% e garantiscono anche un importante mix merceologico».

CIBO RECUPERATO E DISTRIBUITO

Un piano simile, quello premiato con la statuetta più importante di Milano, portava sempre la sua firma e aveva permesso di sfamare decine di migliaia di cittadini durante la fase più arcigna della pandemia: «Qui siamo andati

Il cibo non viene comprato ma recuperato grazie a una regia congiunta con le attività che altrimenti l’avrebbero smaltito

oltre, però – precisa –. In questo caso il cibo non viene comprato ma recuperato grazie a una regia congiunta con le attività che altrimenti l’avrebbero smaltito». Non stupisce dunque che una giuria composta non soltanto dal ramo più glamour della Royal Family ma anche da nomi altisonanti del jetset e della diplomazia internazionale come Emma Watson (Hermione in Harry Potter), la cantante Shakira, la regina Rania di Giordania, Sir David Frederick Attenborough, l’ex cestista e ambasciatore Nba Yao Ming, Cate Blanchett e molti altri ancora, abbia deciso per l’incoronazione fra i migliori 15 tra centinaia di proposte nel globo terracqueo. Un'affermazione internazionale un po’ soncinese insomma, questo sì, ma soprattutto un successo per chi guarda al futuro che polverizza le polemiche che spesso accompagnano un argomento, quello della sostenibilità e dell'ecologia, accusato di snobbismo 'da Ztl’: «Ho studiato al Politecnico di Milano e nel 2017 ho vinto un bando per diventare il coordinatore della Food Policy della città – chiosa Magarini Pellini –. Mi piace quello che faccio perché mi permette di aiutare le persone. Retorica? No, sfamare la gente in difficoltà, che sia nel ricco Occidente o in ogni altra parte del mondo, è fondamentale e la riduzione progressiva degli sprechi è la chiave».

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