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CORONAVIRUS: LE VACCINAZIONI

I farmacisti della provincia gettano la spugna: stop per 12 su 23

Dimezzato il numero dei professionisti disposti a somministrare ancora il vaccino. I nodi conservazione, preparazione lunga, gestione dell’utenza, procedure e personale a disposizione

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

28 Ottobre 2021 - 06:05

I farmacisti della provincia gettano la spugna: stop per 12 su 23

Foto di Nataliya Vaitkevich da Pexels

CREMONA - Dice basta più della metà dei farmacisti della provincia che somministrano i vaccini. Da lunedì, su 23 rivendite autorizzate ne resteranno attive solo 11. «Gli standard di sicurezza richiedono di tenere l’esercizio chiuso durante la vaccinazione. Bisogna impegnare personale per la preparazione del siero, che fa fatta tutti i giorni per ragioni di conservazione delle fiale, per l’inoculazione e per la successiva sorveglianza dei pazienti. In più c’è tutto il lavoro pregresso per la gestione delle prenotazioni, chiamando ogni sera i candidati del giorno dopo, che a volte rinunciano, costringendo dunque a contattare altre persone». Il racconto di Rosanna Galli, presidente di Federfarma Cremona e titolare dell’omonima farmacia di via Leonida Bissolati, ben inquadra una situazione che per molti esercizi si è fatta insostenibile. C’è questa oggettiva difficoltà nel gestire un così gravoso impegno – oltre ovviamente a svolgere tutto il resto del lavoro, comprese decine di tamponi al giorno – alla base della scelta di 12 farmacisti di gettare la spugna: da lunedì nelle loro rinvendite, sparse su tutto il territorio provinciale, non somministreranno più i vaccini.

Rosanna Galli, presidente di Federfarma Cremona e titolare dell’omonima farmacia

CONDIZIONI DI SICUREZZA

«Comprendo benissimo la decisione – prosegue Galli –. se non si possono garantire le adeguate condizioni di sicurezza dei

Da agosto ad oggi la domanda è notevolmente calata e i centri massivi di Castelverde, Casalmaggiore e Crema sono più che sufficienti per garantire di coprire il fabbisogno del territorio

pazienti e per la preparazione delle dosi, meglio farsi da parte. Come Federfarma provinciale ringrazio la Regione e l’Azienda tutela della salute Valpadana per aver tenuto presente il ruolo delle farmacie e averle coinvolte nella campagna. Non escludo nemmeno che nelle prossime settimane questa situazione possa evolversi e agli 11 rimasti si aggiungano altri colleghi». Da rimarcare, comunque, come ormai da mesi sia inferiore il fabbisogno di vaccini rispetto alla prima fase della campagna. Da agosto ad oggi la domanda è notevolmente calata e i centri massivi di Castelverde, Casalmaggiore e Crema sono più che sufficienti per garantire di coprire il fabbisogno del territorio. Probabilmente lo saranno anche da oggi in avanti, quando potrebbe salire il numero di terze dosi, essendo aperta la possibilità di effettuare il secondo richiamo anche per gli over 60enni, mentre da settimane gli over 80enni possono sfruttare questa opzione. Le farmacie da due settimane a questa parte sono super impegnate nell’erogazione di tamponi, la vera emergenza dell’ultimo periodo, da quando cioè è scattato l’obbligo di green pass per poter lavorare, imposto dal governo. Anche questa costante pressione su circa 60 delle 120 rivendite provinciali (tante sono quelle dove è possibile effettuare il test) potrebbe aver contribuito a far cambiare idea ai titolari.

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