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IL PUNTO DEL DIRETTORE

A chi giova gettare benzina sul fuoco?

Il vaccino e il Green pass non sono la vera ragione di tanta follia collettiva, ma solo un alibi

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

17 Ottobre 2021 - 05:00

A chi giova gettare benzina sul fuoco?

CREMONA - Alzate gli occhi e guardatevi attorno. Se non vi siete trasferiti su Marte, vedrete lo stesso panorama che vedo io: città e paesi tornati a vivere; fiumi di persone che hanno ripreso ad animare vie, piazze, bar, università e uffici; negozi e ristoranti aperti, al pari di cinema, teatri, musei, stadi e da venerdì sera perfino le discoteche. Certo, rispetto a un tempo ci sono alcune limitazioni e dobbiamo continuare a rispettare alcune precauzioni: indossare la mascherina nei luoghi più affollati e al chiuso, rispettare il distanziamento sociale evitando gli assembramenti, lavarci le mani (e possibilmente lasciare le scarpe sullo zerbino) quando torniamo a casa. I nuovi «comandamenti» del vivere comune restano in vigore. Nel complesso, però, in questo momento la realtà che abbiamo davanti ai nostri occhi è più simile alla vita pre-pandemia che alla clausura di marzo e aprile 2020, quando eravamo barricati in casa, le città sembravano spettrali, le strade erano deserte e tutte le porte sbarrate a doppia mandata. Quando - non va dimenticato - eravamo terrorizzati da un virus terribile e sconosciuto, l’unico suono che sentivamo era l’urlo straziante delle ambulanze ed eravamo disposti a qualsiasi sacrificio pur di aver salva la vita. La nostra e quella dei nostri cari. Tutto questo perché toccavamo con mano le tragiche conseguenze del Coronavirus: le vedevamo con i nostri occhi, non alla tv

Soltanto nella nostra provincia - anche questo non va dimenticato - il Covid ha ucciso 1.531 persone (le ultime due questa settimana). Oltre mille e cinquecento vittime in una provincia di 350 mila abitanti sono un numero spaventoso, il doppio

Siamo ufficialmente entrati nella fase 2 della pandemia: non abbiamo debellato il virus, ma stiamo imparando a conviverci

rispetto alla media nazionale: significa che ogni cremonese piange la morte di almeno un familiare, un vicino di casa, un conoscente o un collega di lavoro. Terribile. Ma alla conta dei danni vanno aggiunte anche le gravissime ripercussioni provocate dal lockdown del 2020 sull’economia: migliaia di aziende in difficoltà, se non costrette ad alzare bandiera bianca; attività commerciali chiuse per sempre; la ripresa frenata dalla mancanza di forniture e dal rincaro delle materie prime. Ancora: milioni di posti di lavoro ad alto rischio in tutto il mondo. Il panorama è post bellico. Ciò nonostante, oggi possiamo guardare avanti. Possiamo provare a rialzarci e ripartire. E tutto questo è possibile soltanto grazie ai progressi compiuti dalla medicina, che ha imparato a gestire il virus (anche se si continua a morirne, come abbiamo visto), ma soprattutto grazie all’ampia diffusione del vaccino, l’antidoto che offre lo scudo più sicuro contro il contagio. In sostanza, da alcuni mesi siamo ufficialmente entrati nella fase 2 della pandemia: non abbiamo debellato il virus, ma stiamo imparando a conviverci. Come succede con qualunque altra malattia.

Così, se - anziché essere noi a trasferisci su Marte - fosse un marziano a sbarcare sulla Terra, quasi certamente si chiederebbe dov’è la «dittatura» di cui sente tanto parlare? Dov’è la tirannia che spinge alcuni umani a scendere in piazza e a mettere in

Il vero problema è il malessere economico e sociale di troppa gente, l’ira di ampi strati di popolazione che si sentono esclusi dai processi decisionali

scena la più assurda della commedie, l’assalto alla sede di un sindacato, la devastazione di uffici e vetrine, le barricate in mezzo alle strade, i blindati della polizia sballottati dalla folla come se fossero tappi di sughero in balìa di un mare in tempesta… La risposta è evidente: il vaccino e il Green pass non sono la vera ragione di tanta follia collettiva, ma solo un alibi, una scusa. Il vero problema è il malessere economico e sociale di troppa gente, l’ira di ampi strati di popolazione che si sentono esclusi dai processi decisionali e, ancor più, da quella falsa immagine di «bella vita» che i social propongono di continuo, come modello vincente e da inseguire a tutti i costi. Da qui il senso di frustrazione di chi vorrebbe ma non può, di chi si sente (o forse è davvero) vittima di un’ingiustizia, di chi non trova lavoro e ha capito che il reddito di cittadinanza non è una soluzione, al massimo un’illusione temporanea, un miraggio, se non addirittura un’autentica truffa. E allora - dato che siamo tutti d’accordo, ma proprio tutti, sul fatto che il vero colpo mortale per il Paese e per il mondo intero sarebbe un nuovo lockdown - vale la pena porsi la domanda delle domande: a chi giova soffiare sul fuoco? Chi ha interesse ad alzare la tensione cavalcando le proteste contro il vaccino e il Green pass? Chi getta benzina sulle fiamme? E perché lo fa? Qual è l’obiettivo finale? Trovare risposta a questi quesiti, probabilmente, chiarirebbe molte cose. E - prima che sia troppo tardi - disinnescherebbe la bomba atomica sulla quale purtroppo siamo seduti.

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