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Green pass, scattano le nuove regole: al lavoro tra dubbi e incertezze

Sono 10 mila i cremonesi non vaccinati che devono affrontare nuove regole

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

15 Ottobre 2021 - 06:15

Green pass, scattano le nuove regole: al lavoro tra dubbi e incertezze

CREMONA - Il giorno più lungo del Green pass. Oggi scatta l’obbligo di essere in possesso della carta verde per poter lavorare praticamente in tutti i settori pubblici e privati (fanno eccezione solo alcune categorie, come gli avvocati difensori).

Sono almeno 10 mila, secondo le stime, i non vaccinati in provincia di Cremona. La maggior parte di loro è in età lavorativa: chi ha un impiego deve dunque presentarsi con un tampone negativo, la cui validità è di 48 ore.

Per imprenditori e commercianti, ma anche per gli enti locali, scatta l’ora dei controlli sui dipendenti. Operazioni sulle quali non mancano i dubbi: con che frequenza effettuarli? Come conciliare il discorso della privacy? Di base verranno organizzati ad inizio giornata o turno, con personale dedicato e utilizzando l’applicazione del Governo.

green pass

Non vengono esclusi disservizi in settori chiave della vita pubblica, ad esempio i trasporti. Autoguidovie, azienda che ha in appalto molte delle principali linee di bus nel Cremasco, ha messo le mani avanti: non è detto che tutti gli autisti siano muniti di Green pass, quindi qualche pullman potrebbe saltare. Da ricordare che chi non può lavorare in quanto sprovvisto di carta verde, viene considerato assente ingiustificato.

 

Per i settori produttivi ci sono analoghe incertezze. Nei giorni scorsi Francesco Postorino, direttore generale di Confagricoltura, ha lanciato l’allarme: ci sono 390 mila stranieri, in gran parte lavoratori stagionali, impegnati nelle aziende italiane. Molti hanno ricevuto vaccini non riconosciuti, come lo Sputnik, altri nemmeno quelli.

«Si sta aggravando l’endemica situazione di carenza di manodopera – hanno ribadito ieri i vertici nazionali di Confagricoltura –: circa un terzo dei lavoratori sono stranieri, il 60% dei quali extracomunitari. Un numero consistente è ancora in fase di regolarizzazione. Per ragioni legate all’incertezza del loro status sono restii ad effettuare la vaccinazione. Sosteniamo l’obbligo di certificazione verde per prevenire il contagio e la necessità di incentivare la vaccinazione, ma siamo preoccupati per questo esordio dell’obbligo». C’è anche l’oggettiva difficoltà ad organizzare controlli. Di certo nei campi non ci sono i tornelli all’ingresso.

Da non dimenticare, a questo proposito, il discorso delle sanzioni: da 600 a 1.500 euro nel caso di un lavoratore sprovvisto di Green pass. Pagano sia il datore sia il dipendente.

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