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PANDINO

Prostituta violentata, prosegue il processo. Ma lei non si trova

Il 43enne accusato si difende, i carabinieri del Ris sono risaliti alla sua identità grazie al Dna

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

12 Ottobre 2021 - 16:58

Prostituta violentata, prosegue il processo. Ma lei non si trova

PANDINO - L’hanno cercata in Italia, ma non l’hanno trovata. Adesso, ci provano a Craiova, municipio della Romania, 450 mila abitanti. A Craiova è nata la prostituta che undici anni fa, in mezzo alla campagna di Pandino, per l’accusa sarebbe stata violentata da un cliente. Si chiama Alfred, è albanese, oggi ha 43 anni, fa il muratore, vive in provincia di Como, negli ultimi dieci anni si è sposato, ha messo su famiglia: è padre di due figli. «Io non ho fatto niente. È vero che dieci anni fa lavoravo nel Cremasco. Non ero sposato ancora. Ogni tanto andavo con le prostituite, le pagavo 30, 40, 50 euro. Ma rapporti consenzienti e pagati. Non ho mai violentato e picchiato nessuno», si difende lui. Chi ha indagato, è risalito a lui dal Dna ricavato su uno dei tre fazzolettini di carta recuperati nel luogo dove il 9 luglio del 2010 sarebbe avvenuta la violenza. Su uno di quei fazzolettini vi erano tracce di liquido seminale. È stato ricavato il Dna. «Riferibile ad un soggetto maschile. Nel nostro data base interno abbiamo fatto delle ricerche», ha detto l’investigatore del Ris di Parma, ieri in udienza. Quel profilo genetico «era già presente» e si riferiva «ad un altro caso di violenza sessuale avvenuta nel 2009 a Cinisello Balsamo». Passaggio successivo. Il profilo genetico di Alfred era nella Banca dati nazionale presso il ministero dell’Interno. «Venti punti di concordanza sono al di là di quello che serve per l’identificazione. Di solito ne servono di meno, 15-16. Venti punti significa una persona ogni milione di miliardi di persone. E se si considera che sulla terra siamo 7,7 miliardi». Ci si prova ancora a cercare la vittima (l’udienza è stata aggiornata al 21 dicembre prossimo) con la quale i carabinieri parlarono al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Crema. Intorno alle due e mezza di notte, i carabinieri ricevettero la telefonata di un signore. Era una richiesta di aiuto per una romena con il volto pieno di lividi. 

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