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CREMONA

Bimbo salvato dal soffocamento, Majori: «Un intervento fuori protocollo? Sì, ma decisivo»

La specialista interviene nel dibattito su quanto accaduto alla Bissolati : «La manovra di Heimlich non sempre è efficace. E l'educatore ha pensato di sfruttare l’effetto gravitazionale capovolgendo l'alunno»

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

10 Ottobre 2021 - 16:04

Inala pezzetti di castagna, bimba di 7 mesi salvata dal team della pneumologa Majori

Il medico pneumologo interventista Maria Majori

CREMONA - La prassi più indicata per liberare le vie aeree ostruite da un corpo estraneo ed evitare il soffocamento di una persona è la manovra di Heimlich. Eppure a salvare la vita ad un bambino di sette anni alla primaria Bissolati è stata una procedura ‘fuori protocollo’: un educatore lo ha preso per i piedi e scosso fino all’espulsione della polpetta incriminata.

A chiarire come è necessario comportarsi in questi casi, confermando che nell’episodio in questione l’intervento è stato provvidenziale e non certo da attaccare, come invece accaduto sui social, è la dottoressa Maria Majori, direttore di Pneumologia ed Endoscopia toracica dell’ospedale di Parma.

Chiarisce innanzitutto che per i lattanti ci sono precise manovre di disostruzione pediatrica, bene spiegate anche attraverso tutorial reperibili online, mentre quella più comune in caso di bambini più grandi e adulti è appunto la manovra di Heimlich.

«Innanzitutto, però, è fondamentale fare una distinzione fra ostruzione parziale e ostruzione completa da parte di un corpo estraneo – spiega la dottoressa –. Nel primo caso c’è un iniziale episodio di soffocamento che però si risolve apparentemente da solo: il corpo estraneo, se non espulso, si sposta. In tal caso va detto che il bambino non deve essere toccato ma portato in ospedale, perché molto verosimilmente il corpo estraneo si è posizionato in una zona delle vie aeree che non condiziona in modo critico immediato la respirazione, ma resta molto pericoloso perché può nuovamente spostarsi. Nei bambini piccoli, ad esempio, possiamo assistere anche a distanza di mesi alla comparsa di sintomi come asma improvvisa, tosse ricorrente, polmoniti. Quindi in caso di un episodio acuto serio con cianosi, il bambino va comunque portato in ospedale per accertamenti».

Quanto accaduto a Cremona, invece, rientra nella fattispecie ostruzione totale: «In questo caso – continua Majori –, quella indicata è appunto la manovra di Heimlich (mani e braccia per esercitare una serie di rapide e profonde pressioni sull’area addominale tra sterno e ombelico dirigendo la spinta verso l’alto e comprimendo il diaframma, ndr). Mi pare di capire sia stata tentata più volte non risultando però efficace. Questo può accadere, perché nulla dà certezza di risultato al 100%. Stante che non ha funzionato questa manovra, e che di fronte ad un bambino già cianotico che sta soffocando non c’è certo il tempo a disposizione per attendere i soccorsi, né altre procedure indicate, l’educatore ha verosimilmente applicato un discorso intuitivo: ha pensato cioè di sfruttare l’effetto gravitazionale capovolgendo il bambino, che come principio generale non è sbagliato. Ripeto, questa non è la prima manovra indicata da tentare, ma il corpo estraneo è uscito e l’educatore ha salvato la vita del bambino».

Come dire che conta il risultato e che non c’erano alternative, perché senza quell’intervento il piccolo sarebbe morto soffocato in pochissimo tempo. «Nemmeno il tampone fatto nel febbraio 2020 al ‘paziente 1’ era una procedura standard – conclude Majori – ma ci sono situazioni di emergenza particolari. Parto dal presupposto che sia stata prima tentata la manovra di Heimlich senza risultato. E mi pare di capire sia andata proprio così».

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