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DOPO LE ELEZIONI

Pizzighettone, Bissolotti attacca il sindaco Moggi: non ci sto

Il candidato del centrosinistra contro il riconfermato primo cittadino: con una mano chiede di collaborare, con l’altra ti colpisce

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

10 Ottobre 2021 - 05:55

Pizzighettone, Bissolotti attacca il sindaco Moggi: non ci sto

Giancarlo Bissolotti e il sindaco Luca Moggi di Pizzighettone

PIZZIGHETTONE - Il clima politico pizzighettonese resta abbastanza caldo, con un post-voto fatto nuovamente di accesi botta e risposta a distanza. E così, dopo il video pubblicato dal sindaco Luca Moggi che oltre a ringraziare gli elettori auspicava un clima di collaborazione futuro anche con la minoranza, interviene con una dura replica l’avversario ormai sconfitto Giancarlo Bissolotti. Che fa riferimento, in particolare, alle parole finali di Moggi: «Mi auguro ci possa essere uno spirito positivo e propositivo da parte di tutti i consiglieri, anche quelli di minoranza, e mi auguro vengano messi da parte i veleni e i rancori – ha detto il rinnovato primo cittadino nei quattro minuti di intervento pubblicati sulla pagina Facebook ‘Moggi sindaco’ – che certamente hanno accompagnato in maniera a volte anche indegna questa campagna elettorale colma di cose non vere, di cose dette dietro le spalle che fanno poco onore e sono poco edificanti per il confronto amministrativo».


Parole che mandano su tutte le furie Bissolotti, che cita l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: «Io non ci sto». Quindi interpreta lo sfogo di Moggi riconducendolo, ancora una volta, alla vicenda Mazza. E attraverso una nota scritta spiega: «Ma come? Da una parte il signor sindaco ti porge la mano chiedendoti collaborazione per lavorare insieme per il bene della comunità e con l’altra ti dà uno schiaffo in faccia? Dichiara pubblicamente che gli avversari hanno condotto una campagna elettorale ‘indegna’ e scorretta – dice Bissolotti – solo per il fatto di avere citato durante interviste ed incontri con la gente, la situazione che ha visto un suo familiare sedere all’interno del cda della Fondazione Mazza? Mai e poi mai mi permetterò di parlare dei legami familiari del sindaco o di altre persone che fanno attività pubblica, ma parlare di questo o quel personaggio in quanto protagonista della vita pubblica e amministrativa di una comunità è un diritto mio e di tutti i cittadini senza che nessuno si offenda. Al di là della sacrosanta legittimità dell’azione che ha portato il sindaco a confermare il suo congiunto in quella posizione, c’era a suo tempo una questione di opportunità che suggeriva alla persona interessata di fare un passo indietro non cedendo a pressioni esterne in merito alla sua permanenza».

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