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L'ultimo saluto a Maccalli re dei pasticcieri: «Ha donato e condiviso la sua fortuna con chi ne aveva bisogno»

In tanti tra i banchi nella chiesa di San Benedetto per i funerali dell’artigiano scomparso a 83 anni

La Provincia Redazione

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08 Ottobre 2021 - 19:31

L'ultimo saluto a Maccalli re dei pasticcieri: «Ha donato e condiviso la sua fortuna con chi ne aveva bisogno»

CREMA - L’estremo saluto della città a Vittorio Maccalli, storico pasticciere e inventore del dolce Treccia d’oro, scomparso mercoledì a 83 anni. I funerali si sono tenuti nella chiesa di San Benedetto, proprio davanti al negozio e all’abitazione di piazza Garibaldi. La salma è arrivata dalla camera di commiato di via Capergnanica.

Nel primo banco il figlio Gianpietro e l’adorato nipote Filippo. A celebrare la funzione il parroco don Luigi Agazzi. Il sacerdote ha raccontato la sua personale conoscenza di Maccalli, di cui era spesso confidente. Ne ha ricordato la sofferenza per la scomparsa della moglie Giuseppina e poi della nuora. E ha evidenziato il suo amore per l’arte e l’attenzione ai più deboli. 

Vittorio era un uomo che sapeva vivere il suo tempo e non solo: in qualche modo sapeva vedere lontano

«Vittorio era un uomo che sapeva vivere il suo tempo e non solo — ha spiegato don Luigi —: in qualche modo sapeva vedere lontano, certamente nel ramo della pasticceria. Con la sua professionalità è stato pioniere di banchetti e feste che sapeva gestire con grande successo. L’ho conosciuto negli ultimi dieci anni. Sempre sostenuto da Giuseppina, nella sua vita ha fatto moltiplicare i talenti che ha ricevuto ed è diventato un buon commerciante, ma anche un ottimo imprenditore. Sapeva stare con la gente e vivere per gli altri». Un capitolo importante, quello della solidarietà: «Maccalli ha donato e ha condiviso la sua fortuna con chi ne aveva bisogno», ha proseguito il parroco.

Maccalli

Vittorio Maccalli


Gli incontri tra don Luigi e Maccalli erano frequenti: «Mi parlava di tre cose: il suo grande amore per la moglie e poi il grande dolore di non averla più al suo fianco. L’orgoglio per il figlio e il nipote, che erano la sua grande consolazione. E il terzo argomento erano la sua vita, le sue imprese e i suoi progetti, come è riuscito da garzone a costruire una realtà imprenditoriale di successo. Più di tutto, lui voleva dare un futuro sicuro a chi ama. Gli piacevano l’arte e il mantenersi informato sulle cose del mondo. Inoltre, mi colpiva perché mi chiamava ancora reverendo. Un altro suo merito, l’aver fatto conoscere Crema attraverso la sua più importante creazione, il dolce Treccia d’oro».

«Quella di Vittorio è stata una voce importante e di peso per l’associazione, per cui nutriva un profondo affetto, dimostrato con la presenza assidua nei momenti importanti e nelle riunioni — lo ha ricordato a margine il presidente della Libera artigiani Marco Bressanelli —: è stato consigliere per il settore degli alimentaristi. Ha garantito un apporto sempre decisivo per affrontare e risolvere i problemi della categoria d’appartenenza, come di recente era accaduto per la pedonalizzazione di piazza Garibaldi, per la quale aveva coinvolto l’associazione per poter arrivare alla migliore soluzione possibile per le attività e i negozi. Tutti noi siamo stati orgogliosi di averlo nella nostra associazione».

Alla cerimonia funebre è intervenuto anche il presidente della Libera associazione agricoltori Riccardo Crotti. Al termine della funzione, il feretro del pasticciere 83enne è stato trasportato al cimitero Maggiore per la sepoltura.

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