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CORONAVIRUS: I PRESIDI SANITARI

Il Covid rialza la testa: a Cremona e Crema tornano i ricoveri

Il primario Angelo Pan: "La situazione è tranquilla, ma lo sarebbe ancora di più con una copertura vaccinale completa"

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

08 Ottobre 2021 - 06:14

Il Covid rialza la testa: a Cremona e Crema tornano i ricoveri

CREMONA - Otto ricoverati per Covid 19 in ospedale, divisi a metà tra i reparti di Pneumologia e Malattie infettive. La situazione è tranquilla, ma il virus non molla la presa, soprattutto a causa del permanere di una sacca di non vaccinati – di poco inferiore al 20% della popolazione residente – dunque molto più soggetti alle complicazioni della malattia e al conseguente ricovero. La conferma di quanto accade ormai da mesi, ovvero che la stragrande

Il 20% delle persone che abbiamo in cura sono vaccinate, e infatti le loro sono lievi complicazioni. Il resto non hanno aderito alla campagna, compresa un’intera famiglia, che si è dunque contagiata ed ora si trova tutta in ospedale

maggioranza di coloro che devono ricorrere alle cure ospedaliere siano persone che hanno scelto di non proteggersi o che non possono farlo, per altre patologie, arriva dal primario di Malattie Infettive Angelo Pan. «Abbiamo otto pazienti ricoverati, un numero soggetto a variazioni minime, dunque stabile da tempo e in linea con quello degli ultimi giorni. La situazione è tranquilla, ma lo sarebbe ancora di più con una copertura vaccinale completa dell’intera popolazione. Il 20% delle persone che abbiamo in cura sono vaccinate, e infatti le loro sono lievi complicazioni. Il resto non hanno aderito alla campagna, compresa un’intera famiglia, che si è dunque contagiata ed ora si trova tutta in ospedale. Non abbiamo casi in terapia intensiva in quanto qui al Maggiore non è previsto il ricovero in rianimazione». I pazienti più gravi vengono trasferiti in altri ospedale della Lombardia, come previsto dai protocolli regionali. «Al momento non abbiamo registrato un aumento dei contagi e dei ricoveri dovuto alla ripresa scolastica e siamo a quasi quattro settimane dal via. C’è dunque da essere ottimisti, ma non abbassiamo la guardia. Penso innanzitutto all’avvicinarsi della stagione fredda, che proprio in queste ultime ore ha dato i primi segnali: tradizionalmente è un periodo favorevole alla diffusione di patologie respiratorie. Sarebbe tutto più semplice se anche gli ultimi irriducibili decidessero di proteggersi». L’incremento di ricoveri avrebbe ripercussioni sull’attività ordinaria dell’ospedale. «Inevitabilmente, si dovrebbe dislocare personale e una parte della struttura, come avvenuto per le precedenti ondate» conclude Pan. Una situazione del tutto simile a quanto sta accadendo nel distretto sanitario cremasco. Al Maggiore, dopo quasi una settimana senza pazienti Covid ricoverati, si sono registrati tre casi di persone che hanno avuto bisogno di cure ospedaliere. Anche nel nosocomio di Crema i pazienti più gravi vengono trasferiti, dunque coloro che sono ospitati nelle stanze isolate dal resto della struttura hanno solo lievi complicazioni. In città e nel distretto cremasco, sono 13 i pazienti seguiti a domicilio dal servizio infermieristico, approntato dall’ Azienda socio sanitaria territoriale. Un’assistenza che, proprio in questi giorni, taglia il traguardo di un anno di attività – la sede è nell’ex palazzina Asl di via Gramsci –: una medicina di prossimità che si è rivelata decisiva nello sgravare l’ospedale da centinaia di ricoveri. In un anno i pazienti seguiti a casa, con visite periodiche da parte del personale infermieristico e telefonate quotidiane, sono stati ben 1.636. Il team ha percorso decine di migliaia di chilometri a bordo della Fiat Panda date in dotazione dall’Azienda socio sanitaria territoriale. Una risposta al virus che ha portato casa per casa gli specialisti, quello che era mancato in occasione della prima ondata.

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