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CREMONA

In via Fulcheria si salveranno solo 5 robinie

Le 36 piante in fase di abbattimento verranno sostituite con altrettanti frassini meridionali

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

03 Ottobre 2021 - 05:45

In via Fulcheria si salveranno solo 5 robinie

CREMONA - Prosegue il taglio dei 133 alberi condannati perché giudicati pericolosi per l’incolumità pubblica e privata in seguito alle analisi strumentali e visive effettuate dallo studio associato Miceli Solari. In questi ultimi giorni gli operai della ditta The Green Wave si sono spostati in via Fulcheria, dove gli esperti ingaggiati dal Comune hanno esaminato 41 robinie pseudoacacie, trovandone da salvare con la manutenzione solo 5 e prescrivendo l’abbattimento di 36. Gli agronomi nella loro relazione sulle «linee guida per la sostituzione degli alberi abbattuti per motivi di sicurezza» indicano la messa a dimora di 36 frassini meridionali nella stesse posizioni rese libere dagli abbattimenti, con questa nota: «Il frassino è già presente nella via Fulcheria, messo a dimora circa 10 anni fa in sostituzione di robinie abbattute. Visto il suo ottimo sviluppo se ne consiglia la messa a dimora ai fini compositivi ed ornamentali, seppur il sesto di impianto risulta non particolarmente idoneo». Per quanto riguarda la decisione di abbattere gli alberi, gli agronomi spiegano che ogni manutenzione sarebbe stata ormai inutile: «Tutti gli alberi per i quali è stato espresso un parere circa il loro abbattimento costituiscono esemplari che, al momento dell’indagine, hanno manifestato segni, sintomi o difetti gravi al punto da far ritenere che il loro fattore di sicurezza naturale fosse ormai quasi esaurito, tale per cui ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità fosse insufficiente o contrario alle buone pratiche dell’arboricoltura».

L’avanzare delle motoseghe continua comunque a scatenare le polemiche di residenti e opposizione che citano spesso il report di giugno dell’Agenzia Ambientale Europea che colloca Cremona al secondo posto fra le città europee con il tasso medio annuale più alto di polveri ultrasottili. Sulla questione è intervenuto il sindaco, Gianluca Galimberti, durante il Consiglio comunale contestando il consigliere Luca Nolli (M5S) che aveva fato riferimento a questa classifica: «È un messaggio sbagliato, falso e fuorviante, non avvalliamolo in Consiglio comunale. A Cremona sono stati infatti stati misurati 25 milligrammi di Pm 2,5 al metro cubo, ma a Brescia e Lodi sono 24. Arpa ci ha spiegato che queste rilevazioni hanno un margine del 10% in più o in meno e dunque quello che è evidente è che abbiamo sì un problema di inquinamento, ma a livello di Pianura Padana».

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