Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMA

Ex Finalpia: «C’è un silenzio penoso»

Zero notizie sul cambio di indirizzo, sotto accusa il presidente Soffientini: «Supponente»

Dario Dolci

Email:

redazione@laprovinciacr.it

02 Ottobre 2021 - 05:55

Ex Finalpia: «C’è un silenzio penoso»

L'ex colonia di Finalpia

CREMA - Una premessa. «Questa conferenza stampa la tengo in piazza Duomo, perché chi non frequenta la piazza vive fuori dalla realtà e perché questo è un luogo di trasparenza. E la trasparenza è proprio ciò che manca al Cda della Fondazione Finalpia». Ha iniziato così Simone Beretta, consigliere comunale eletto nelle file di Forza Italia, la sua denuncia al silenzio che ormai da un anno è calato su un'istituzione tanto cara ai cremaschi.

«L'atteggiamento del presidente Pierpaolo Soffientini è apparso un’overdose di supponenza e di una gravità inaudita. Le sue partecipazioni alle commissioni di Garanzia sono risultate il più delle volte improduttive e inconcludenti, senza approfondimento di quanto andava succedendo in quel di Finale Ligure. Carenza di dati e di documentazione non hanno mai permesso di avere un quadro preciso del divenire della situazione e del forte indebitamento».

Entrando nello specifico di quanto accaduto negli ultimi mesi, Beretta pone l'accento sull'operazione effettuata senza darne conto alla città. «I cremaschi sono stati tenuti all’oscuro anche del cambio di indirizzo. La prima gara d’appalto proponeva l’alienazione tout court del patrimonio della Fondazione. Una volta andata deserta, è uscita dal cilindro una trattativa privata a senso unico con un solo soggetto. Il buonsenso avrebbe suggerito di mettere invece a confronto più privati per verificare l’opportunità di proposte economicamente migliori all’unica in campo, che è stata poi con una Srl con 10 mila euro di capitale sociale». 

Guarderò le carte per capire perché non si sia proceduto ad una nuova gara, considerato che la prima è andata sostanzialmente deserta

Il consigliere di minoranza ieri mattina ha chiesto al Comune la documentazione relativa all’accordo raggiunto tra la Fondazione Finalpia e la Hyma di Modena, che gestirà l’Hotel del Golfo con la formula del rent to byt, tre anni di affitto e poi l’acquisto.

«Guarderò le carte per capire perché non si sia proceduto ad una nuova gara, considerato che la prima è andata sostanzialmente deserta. Una nuova gara per mettere anche altri operatori, a fronte dei nuovi indirizzi intervenuti, nella condizione di poter formulare una loro proposta economico-finanziaria. Sarebbe stato un modo di procedere con atti e modalità eticamente, politicamente e amministrativamente più consoni alla dimensione pubblica. Aver agito in questo modo mi fa ritenere che la Fondazione fosse con l’acqua alla gola. Appena avrò letto i documenti, deciderò insieme ad altri le azioni da intraprendere a difesa di un patrimonio della città».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400