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VELENI PRIMA DELLE ELEZIONI COMUNALI

Sesto, le strisce pedonali finiscono in Procura

Esposto del candidato Angelini: «Ma quale bomba ad orologeria, da un mese chiedo le carte». La sindaca Viccardi: «Mossa per elemosinare voti»

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

01 Ottobre 2021 - 06:20

Sesto, le strisce pedonali finiscono in Procura

Giuseppe Angelini e Francesca Viccardi

SESTO - Le strisce pedonali finiscono in Procura. A tre giorni dalle elezioni, sembra una bomba ad orologeria l’esposto presentato da Giuseppe Angelini, consigliere di minoranza che nella corsa alla poltrona, sfida la sindaca uscente Francesca Maria Viccardi. Una sfida a tre: in corsa c’è anche Carlo Vezzini.

«Non è una bomba ad orologeria, perché è dal 18 agosto che attendo risposte banalissime ad una mia richiesta di documenti», mette le mani avanti Angelini che il 20 settembre si è rivolto alla magistratura.

Se un mese prima, il 18 agosto, nel rincasare, il consigliere di minoranza avesse tirato dritto, non avrebbe visto, in via Matteotti, «un tizio impegnato a rifare le strisce pedonali». E, così, si è infilato in Comune. Voleva leggere «la documentazione relativa alla deliberazione dei lavori su un massiccio intervento di rifacimento della segnaletica stradale» che da tempo interessa le vie del paese.

«Il responsabile dell’Ufficio tecnico mi ha detto che non c’era alcun atto amministrativo», spiega Angelini. Che quel mercoledì chiama il segretario comunale Mariateresa Caporale, la quale è in ferie «e cade dalle nubi; mi dice che non ne sa nulla».

Ma un giro di telefonate deve esserci stato se qualche ora dopo, lo smartphone di Angelini squilla. «Era Luciano Baccanti, già vigile a Sesto, attualmente in servizio a Casalbuttano ed Uniti. Mi ha riferito che si assumeva la piena responsabilità dell’intervento e di avere, egli stesso, supponendo che l’Amministrazione comunale avesse già completato l’iter di approvazione e di deliberazione dei lavori, conferito all’impresa esecutrice l’incarico di provvedervi, in quanto la stessa impresa aveva già compiuto opere simili a Casalbuttano ed Uniti». Angelini si dice «sorpreso per la manifesta anomalia».

Il 20 agosto, con nota protocollata, chiede chiarimenti al sindaco Viccardi. E le detta anche i tempi: cinque giorni al massimo per fornirgli la delibera di pianificazione del rifacimento della segnaletica, la documentazione sulla gara d’appalto, la delibera di affidamento all’impresa dei lavori ed altri documenti. Il sindaco gli risponde con una raccomandata del 26 agosto. «L’amministrazione comunale ha espletato tutte le procedure di competenza». E nella lettera mette in fila date, cifre. Da ultimo, rileva che, «trattandosi di manutenzione ordinaria, non c’è bisogno di delibera di affidamento dei lavori».

Angelini non si placa, anzi. Da un lato, «resto sorpreso, perché il 18 agosto mi era stato detto che non c’erano atti amministrativi sui lavori», dall’altro, la risposta della sindaca Viccardi non lo soddisfa. Così, dall’Albo pretorio Angelini ricava la delibera di giunta del 31 agosto. Oggetto: «Ricognizione attuazione lavori riguardanti la segnaletica orizzontale a salvaguardia della circolazione stradale e indirizzi operativi».

«La successione cronologica è inequivocabile», commenta il candidato sindaco, per il quale è come se l’amministrazione abbia voluto metterci una pezza. «Non solo. Intanto, nella delibera si evidenzia la presenza agli atti del procedimento di un preventivo di spesa presentato il 3 agosto dalla ditta interpellata, una procedura poco ortodossa e semplificata da parte di una pubblica amministrazione. Inoltre, ritengo sbagliata la premessa alla delibera: si precisa che non ricorre la necessità di una apposita progettualità o altro, al fine dell’affidamento dei lavori. Non si tratta, come ha sostenuto la Giunta, di una mera rimessa a nuovo e ripristino della segnaletica già esistente, ma, anche, della realizzazione di segnaletica ex novo: ad esempio i parcheggi rosa».

Angelini si dice «sconcertato dal tentativo di dare la colpa all’impresa che, è scritto nella delibera, avrebbe frainteso e nell’erroneo convincimento che l’iter amministrativo si fosse concluso, avrebbe iniziato i lavori all’insaputa dell’Amministrazione».

Il 15 settembre, Angelini ci riprova. «Voglio vedere gli atti». Da allora, «il silenzio». La normativa prevede un termine di 30 giorni per la risposta. Ma Angelini ha perso la pazienza: esposto. Ultima nota: «Aggiungo — dice - che hanno subito sospeso i lavori; in via Matteotti le strisce sono rimaste a metà». 

LA REPLICA DELLA SINDACA VICCARDI. È seccata la sindaca Viccardi. «Tengo a precisare che tutti gli atti che dovevamo fare, li abbiamo fatti». E gli atti sono lì da leggere. Raccomandata del 26 agosto scorso. La sindaca Viccardi risponde alla richiesta di chiarimenti di Angelini. Trenta righe: «L’Amministrazione comunale ha espletato tutte le procedure di competenza. In sede di programmazione per la stesura del bilancio triennio 2020/2023, la Giunta comunale assumeva la deliberazione n. 44 del 16/2/ 2021 con la quale disponeva la destinazione dei proventi ex artt, 208 e 142 del Codice della Strada, prevedendo che parte degli stessi fossero da reimpiegare per il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale del territorio; dell’assunzione di questa delibera veniva data comunicazione ai gruppi consiliari, come prescrive il Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali».

Ed ancora, «nel mese di luglio di ogni anno, il Consiglio Comunale, in ottemperanza alle disposizioni del Tuel 267/2000, deve approvare l’assestamento generale di bilancio ed eventualmente, in caso di necessità, a salvaguardare gli equilibri di bilancio».

La sindaca informa Angelini che «nella seduta del consiglio comunale del 27/7/2021 (Angelini era presente, ndr) è stato esaminato l’assestamento di bilancio, nel cui allegato contabile e nella proposta di delibera, entrambi depositati in segreteria e visionati dal consigliere Angelini, si riprendeva quota parte dell’avanzo di amministrazione vincolato 2020 derivante dalle sanzioni del codice della strada, nella misura di 35 mila euro per aumentare la dotazione finanziaria del capitolo iscritto già nel bilancio di previsione annualità 2021 per il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale sul territorio comunale a salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale.

Successivamente, la giunta comunale, come prescrive il Tuel 267/2000, ha provveduto, con propria deliberazione, ad aggiornare il Piano Esecutivo di Gestione, rimodulando le risorse assegnate ai responsabili di servizio ed assegnando al responsabile del servizio di riferimento l’ulteriore risorsa di 35 mila euro per ‘Riqualificazione Segnaletica orizzontale e Verticale sul Territorio». Il sindaco evidenzia: «Questi gli adempimenti degli organi del Comune che non possono e non devono compiere atti di gestione, quindi nessuna delibera di affidamento dei lavori, come erroneamente ritiene il consigliere». Infine, «faccio rilevare che non è prescritta nessuna progettazione, trattandosi di manutenzione ordinaria di segnaletica orizzontale preesistente. Distinti saluti».

Ora l’esposto. Oggi, ultimo giorno di campagna elettorale, Viccardi, la sindaca che ci riprova, è arrabbiata. E passa al contrattacco. Perché quella di Angelini «mi sembra una mossa a tavolino per elemosinare qualche voto in più, tenuto conto che non stiamo ragionando di una scelta politica programmatica discrezionale dell’Amministrazione, ma di garantire la sicurezza ben visibile affinché la gente sia garantita nella propria sicurezza quando attraversa le strade».

La sindaca rilancia: «Perché non lo ha detto ieri (due giorni fa) durante il confronto al giornale? Avrei ribattuto». Di accusa in accusa, «cercare per forza di adombrare della disonestà nelle persone, credo che sia un modo sbagliato di fare politica. Meglio concentrarsi sui contenuti e aggiungo un’altra cosa: con questa foga di trovare un colpevole a tutti i costi, Angelini ha rallentato i lavori». 

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