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ESPLOSIONE DI VIOLENZA

Omicidio al Cambonino: «Younes era depresso dopo la separazione»

Le cognate: «Fatna per noi era come una seconda mamma. A me e ad Elisa lo diceva sempre: ‘Siete come le figlie femmine che non ho mai avuto’»

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

24 Settembre 2021 - 06:30

Omicidio al Cambonino: «Younes  era depresso dopo la separazione»

CREMONA - «Mio cognato è un assassino». Sotto il portico, davanti all’ingresso del palazzo blindato dalla polizia, appoggiata ad una colonna c’è una giovane donna. Si chiama Bouchra. Se ne sta in silenzio. Nel marsupio tiene un bambino di tre mesi, l’ultimo dei suoi tre figli. Quello di 14 mesi è nel passeggino, il più grande di 7 anni è a scuola. 

Nata in Marocco, dal 1996 Bouchra è a Cremona. A novembre compirà 33 anni, gli stessi di suo marito Zaccaria, un lavoro alla cooperativa sociale Il Cerchio. Zaccaria è il terzo fratello di Younes.

«Mio cognato? E’ un assassino». Bouchra riavvolge il nastro. Torna al mese di dicembre del 2018. «Sua moglie lo aveva lasciato, era scappata in Marocco con il loro figlio di 4 anni. Lei aveva poi chiesto la separazione e si erano separati».

Da allora, Younes era caduto nel tunnel della depressione. «A dicembre del 2018, l’ho portato io all’ospedale, in Psichiatria - racconta Bouchra —. Lo avevano ricoverato per una settimana, poi lo avevano dimesso. Ma si vede che la terapia non aveva funzionato e per questo era stato ricoverato di nuovo. La sua terapia? Lui doveva fare una puntura, ma circa tre mesi fa ha deciso di non curarsi più, di non prenderla più. Volontariamente ha sospeso quella puntura».

Accanto a Bouchra c’è Elisa. Lei è di Cremona, ha 24 anni, la stessa età di Ismail , un lavoro allo stabilimento Barilla di via Cà de’ Berenzani. Ismail è l’ultimo figlio degli El Yasserie con il quale Elisa convive. Non hanno figli.

«Litigi? Problemi come ci sono in tutte le famiglie, ma Younes non era uno che alzava le mani - dice Elisa —. Lui se me stava sempre zitto».

Davanti al palazzone di via Panfilo Nuvolone, le cognate dell’uomo che ha ucciso sua madre con un coltello per poi fuggire non si sa dove, se ne stanno lì, ferme davanti all’ingresso pieno di poliziotti. E’ arrivato anche il vice questore vicario Corrado Mattana.

Nel suo telefonino, Bouchra conserva alcune fotografie di sua suocera. Era bella, Fatna. «Per noi era come una seconda mamma. A me e ad Elisa lo diceva sempre: ‘Siete come le figlie femmine che non ho mai avuto’».

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