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CASALMAGGIORE. CIBO E TURISMO

Gli «Gnoc a la mulinèra» riconosciuti dal ministero

Il piatto tradizionale inserito nel portale della cultura alimentare grazie all’associazione Oltrefossa

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

24 Settembre 2021 - 06:10

Gli «Gnoc a la mulinèra» riconosciuti dal ministero

CASALMAGGIORE - Un piatto povero come gli «Gnoc a la mulinèra», tipico di Fossacaprara, riportato alla luce e rilanciato dall’associazione OltreFossa con la sua «Sagra di Fossa», diventa un volano per richiamare attenzione turistica e culturale su Fossacaprara e i suoi giochi della tradizione. Accade tutto grazie all’inserimento della pietanza, realizzata con farina di grano tenero e acqua bollente, nella nuova sezione «Gioco e Cibo» del Geoportale della Cultura Alimentare, nato dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo per la necessità di dare concretezza alle ragioni che hanno consentito il 16 novembre 2010 a Nairobi la proclamazione della Dieta Mediterranea a «Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità». E Fossacaprara è una delle cinque comunità ludiche che possono fregiarsi di questa «medaglia».

Teatro della novità è stata la 19esima edizione del Tocatì di Verona, il Festival internazionale dei giochi in strada organizzato dall’Associazione Giochi Antichi con lo scopo di riscoprire le usanze tipiche di tutta Italia.

«L’inserimento dei nostri gnocchi nel Geoportale — spiega Damiano Chiarini di OltreFossa — è supportato da un lavoro di ricerca realizzato da Marco Mantovani per la sua tesi di laurea in Scienze Gastronomiche dal titolo Dalla storia ad una sagra: la convivialità in un piatto di gnocchi. Sulla base di fonti storiche, letterarie e orali, Mantovani ha sviscerato il tema partendo dagli gnocchi di Fossacaprara nella storia, con riferimenti a ricettari antichi per passare alla informazioni attinte dalla memoria degli anziani e delle anziane della frazione casalese. Non manca una digressione tecnico-scientifica su composizione e utilizzi del frumento e dei suoi derivati, il cui scopo è esporre le ragioni chimiche che permettono di ottenere degli gnocchi dalla miscela di sole acqua e farina bianca di grano tenero».

Mantovani riprende poi la tematica degli gnocchi di farina bianca inserendoli nella tradizione delle feste, con gli esempi del «Bacanal’ de’ gnoco» di Verona e della «Gnucada» di Guastalla, e in quella letteraria, con riferimenti al romanzo di Riccardo Bacchelli, «Il mulino del Po». Nella tesi ci si sofferma anche sulla figura del mugnaio e il suo ruolo nella vita e nell’economia del 19esimo secolo. Per questo argomento sono stati sfruttati il romanzo di Bacchelli, ma anche diversi scritti provenienti dall’Archivio Storico di Casalmaggiore: una sezione che getta le basi necessarie a capire i presupposti che hanno portato all’affermazione degli gnocchi alla mugnaia come piatto del bisogno dei ceti inferiori.

La preparazione degli gnocchi è semplice: la farina di grano tenero viene impastata con l'acqua bollente in modo da ottenere un impasto consistente. «Siamo molto contenti di questo inserimento nel Geoportale, importante progetto di raccolta, produzione e divulgazione di cultura etnoantropologica legata al cibo», commenta Chiarini. La Sagra di Fossacaprara è giunta quest’anno alla sua 21esima edizione, proponendo una serie di attività, sia culturali, come nel caso di concerti o incontri di discussione sulle tradizioni locali, sia ludiche, anche grazie ai legami stretti con altre comunità italiane.

A collaborare con OltreFossa per la riscoperta degli gnocchi il Caffé La Crepa di Isola Dovarese. «Abbiamo dato il nostro contributo — dice lo chef Federico Malinverno — e siamo l’unico locale che ha sempre questo piatto nella carta, tranne nel periodo di agosto e settembre. Un piatto che ha ottimi riscontri tra i nostri clienti».

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