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CASALMAGGIORE

Nel nome di Marco, giornalista per missione

La sala Forum della redazione de "La Provincia" intitolata a Bazzani, scomparso il 21 settembre del 2019

Andrea Setti

Email:

asetti@laprovinciacr.it

21 Settembre 2021 - 20:23

Nel nome di Marco, giornalista per missione

CASALMAGGIORE - «Sono contenta. Sono contenta perché Marco questo dono se lo era meritato fino in fondo. Essere la moglie di un giornalista non è stato per niente facile: è stato molto impegnativo perché lui è stato un grande padre, un grande uomo, un grande lavoratore. Non era ambizioso ma competitivo sì e per il suo lavoro ha dato tutto. La mia più grande rivale, in verità, è stata La Provincia». Le parole di Nunzia Camisani, moglie di Marco Bazzani, responsabile della redazione di Casalmaggiore de La Provincia di Cremona scomparso il 21 settembre del 2019, hanno riassunto alla perfezione la figura di un professionista che ha saputo lasciare un segno nella comunità casalasca. Una cerimonia che nelle intenzioni doveva essere «intima» si è felicemente trasformata nella celebrazione di una persona conosciuta e stimata da tutti. Per lui si sono mossi in tanti: esponenti delle istituzioni, della politica, associazionismo, scuola, colleghi e amici. In via Pozzi 15 intorno alle 18 si è formato un capannello via via più robusto di persone che non hanno voluto mancare all’appuntamento con l’intitolazione della sala Forum della redazione.

Intorno alla moglie Nunzia e al fratello Davide, storico collaboratore del giornale, si è stretta una folla eterogenea di volti che formavano in larga parte la «quotidianità» del lavoro di giornalista. A partire dal sindaco Filippo Bongiovanni. «Con Marco c’è sempre stato un rapporto dialettico sincero, anche condito da qualche asprezza ma sempre nell’ambito del rispetto delle persone e dei ruoli. Tutte le mattine lo vedevo comparire nel mio ufficio alla ricerca di novità: una consuetudine che si è protratta negli anni e che ricordo con grande piacere». Il direttore de La Provincia, Marco Bencivenga, ha aggiunto un altro tassello alla definizione del mestiere di giornalista. «Alla dialettica e al rispetto voglio affiancare la passione perché questo è un mestiere che se non è fatto con il cuore non può mai produrre buoni risultati. Una professione che porta anche a trascurare le nostre famiglie per un impegno che ci porta a essere occupati 365 giorni l’anno. Marco era un testimone di questa dedizione e chi ne ha raccolto il testimone è chiamato a onorarlo soprattutto con i fatti». Poco prima il presidente del Rotary Piadena Oglio Chiese, Fabrizio Fabozzi, aveva ricordato la figura di Bazzani. «Marco era un socio fondatore e ha lasciato in tutti noi un ricordo indelebile per la sua competenza e disponibilità umana. Ha incarnato i valori del Rotary e cioè correttezza, eticità e passione per il proprio lavoro. Per questo motivo è stata istituita una borsa di studio alla sua memoria e riservata a giovani studenti chiamati a produrre elaborati con taglio giornalistico». Al termine lo scoprimento delle due targhe: la prima realizzata dall’editore del giornale è stata scoperta dai consiglieri di zona Matteo Bernardi e Vittorio Sarzi Amadè; la seconda, messa a disposizione dal Rotary, dalla moglie Nunzia e dal sindaco Bongiovanni.

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