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CINGIA DE' BOTTI

Carenza di infermieri, la Fondazione Germani corre ai ripari

L’istituto organizza corsi gratuiti per operatori socio-sanitari. «Pronti ad assumere»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

15 Settembre 2021 - 15:35

Carenza di infermieri, la Fondazione Germani corre ai ripari

CINGIA DE’ BOTTI - Allarme mancanza di operatori socio-sanitari e ausiliari socio assistenziali alla Fondazione Elisabetta Germani, che corre ai ripari organizzando corsi gratuiti di formazione per reclutare nuovo personale. La carenza di operatori sociosanitari e di infermieri è un tema da tempo al centro dell’attenzione tanto delle associazioni di categoria che delle strutture sociosanitarie. È il caso anche della Fondazione Germani, che ha assunto un atteggiamento «proattivo», mettendo in atto cioè una iniziativa per far sì che le cose accadano e per non subire in modo passivo la difficoltà del momento. L’ente cingese intende infatti potenziare i servizi offerti ed offre pertanto una importante opportunità di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro per persone disoccupate, motivate a svolgere una professione di auto ed al lavoro in équipe. La Fondazione ha pertanto avviato percorsi formativi di qualifica professionale Oss (operatore socio-sanitario) e Asa (ausiliario socio assistenziale) gratuiti.


Al termine di questi corsi c’è la possibilità, come hanno scritto il presidente dell’ente Riccardo Piccioni e il direttore generale Ivan Scaratti ai sindaci dei Comuni del territorio, alle assistenti sociali e ai medici di medicina generale, di un «immediato inserimento lavorativo» nei nuclei di Fondazione: cioè Rsa (Residenza socio assistenziale), Cdi (Centro diurno integrato), Riabilitazione e servizi domiciliari. Piccioni e Scaratti hanno chiesto la collaborazione di amministratori e professionisti del settore per dare massima diffusione all'iniziativa formativa, che appare come una opportunità importante. Ovvio che per poter svolgere questo tipo di professione serva una attitudine all’assistenza delle persone che si trovano in condizioni di fragilità. Ma chi sono e di che cosa si occupano gli Oss? Sono quei professionisti che offrono supporto all’assistenza e sono quindi in molte occasioni vicini all’infermiere, ma non ne rispecchiano le mansioni. Gli Operatori socio-sanitari hanno molti ambiti di azione, per questo si può dire che il loro sia un lavoro vario, capace di offrire diversi sbocchi a chi vi si avvicina. Li si può trovare infatti negli ospedali, nelle cliniche pubbliche e private, nelle case di riposo e residenze per anziani, ma anche a domicilio e ovunque ci sia bisogno di assistenza. Il compito dell’Operatore Socio-Sanitario è quello di aiutare l’assistito a soddisfare i propri bisogni principali, quali la pulizia personale, la socialità con altre persone, l’integrazione nella società, il rapporto con la famiglia. Spesso confuso con l’Oss, l’Asa è di appoggio alle altre professioni sanitarie e si occupa principalmente di cooperare per il benessere fisico e psicologico dell’assistito. Per diventare Asa basta avere il titolo di scuola media e frequentare un corso professionale. Coloro che fossero interessati ad essere selezionati per la partecipazione al corso possono richiedere per informazioni a Roberta Scotti, in Fondazione, allo 0375/960211. Per lo stesso motivo si può contattare anche Arbra Service di Cremona al numero 0375/30096.

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Commenti all'articolo

  • beachsettanta

    15 Settembre 2021 - 16:15

    Il titolo dell'articolo mi sembra fuorviante. L'infermiere è un laureato, ben oltre il semplice corso per diventare oss o asa.

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