Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

LE INVASIONI BOTANICHE 2021

La «magia» di piante e fiori nel cuore di Cremona. Artigianato in vetrina

Il florovivaismo punta di diamante della rassegna che animerà il fine settimana nel centro storico

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

15 Settembre 2021 - 09:35

La «magia» di piante e fiori nel cuore di Cremona. Artigianato in vetrina

CREMONA - La città del Torrazzo vive la sua ripartenza e il ritorno a una quasi normalità. In città tornano Le Invasioni Botaniche, in versione autunnale - come nel 2020, a causa del Covid -, ma sempre molto apprezzata dai cremonesi.
Botteghe del Centro e Confcommercio Cremona, Sgp Eventi e PubliA, in collaborazione e con il patrocinio dell’amministrazione comunale e del Duc organizzano, sabato 18 e domenica 19 settembre, la nuova edizione che vedrà fiori, piante, orti e affini riempire di colori e di bellezza il centro della città. Verrà declinato il tema delle farfalle, come simbolo di rinascita. Lo si farà con oltre 80 espositori che porteranno nel centro della città i profumi, i sapori e i colori dell’autunno.

Alla manifestazione parteciperà anche l’impresa agricola-sociale Cascina San Marco, che sorge nelle campagne cremonesi, a qualche minuto dal paese di Sospiro, nella frazione di Tidolo, a pochi chilometri dalla città. Una realtà nata nel 2016 all’interno della Fondazione Sospiro Onlus che decise di trasformare in realtà quello che era sempre stato un «sogno»: allestire e organizzare un luogo dove le persone disabili potessero esercitare attività di crescita. San Marco era una cascina abbandonata come ve ne sono tante nelle nostre campagne, accanto alla chiesa di Tidolo. La realizzazione del progetto partì con l’acquisto del cascinale rustico da parte di Fondazione Sospiro, oggi socio unico dell’impresa sociale, e il suo recupero attraverso una completa ristrutturazione. Poiché il progetto proponeva come attività agricola la coltivazione di piccoli frutti rossi, furono presi in gestione i terreni limitrofi alla cascina (circa 3.500 metri quadrati) su cui far sorgere il frutteto, oggi composto da filari di lamponi, more, mirtilli e ribes, in cui i ragazzi e lo staff, coordinati dall’agronomo Amedeo Materossi, lavorano quotidianamente con l’obbiettivo di ottenere la certificazione biologica.
Insomma, sono tanti gli spunti e i motivi che rendono importante una manifestazione come le Invasioni Botaniche: una preziosa occasione di ripartenza per Cremona e il suo intero territorio che nel fine settimana potranno contare su una rassegna di altissimo profilo. Fra gli stand tante produzioni di eccellenza, dall’artigianato alla gastronomia, che in larga parte si presentano al pubblico per la prima volta. Novità e tradizione a braccetto, pronte a «invadere» il centro storico. E (perché no?) a festeggiare, finalmente, una ritrovata normalità.

Nuovi stand per l’edizione 2021

L’ATTIMO PUNGENTE: il calore naturale

Tra gli artigiani, prima volta a Cremona per L’Attimo Pungente (piante in feltro) di Francesca Cornia. «Per me sarà tutto nuovo — racconta la Cornia —. Non sono mai stata a Cremona, che avrò l’occasione di visitare, e di conseguenza neanche alle Invasioni Botaniche, che però mi sono state consigliate fortemente da un’amica. E così arriverò da Genova per un weekend che speriamo possa essere davvero fruttuoso. La mia attività è iniziata tanti anni fa. Stavo pensando a un regalo che fosse adatto a mio papà e che potessi realizzare con le mie mani. Qualcosa di ruvido all’esterno e morbido dentro, un po’ come è lui. All’apparenza burbero e invece tanto buono. Così mi sono messa a realizzare un cactus. Utilizzo velluti, lana, tessuti d’arredo. Realizziamo composizioni piccole e grandi che diventano anche vere e proprie opere di design».

LEVRIERI E GOMITOLI: amore a 4 zampe

Anche per Virginia Sifoni di Levrieri e gomitoli (cappotti fatti a mano per cani), sarà una prima volta alle Invasioni Botaniche: «Sono stata a Cremona una volta per un evento natalizio e devo dire che mi sono trovata molto bene. Quindi l’idea delle Invasioni Botaniche l’ho sposata subito. Sarei venuta anche l’anno scorso, ma il Covid ha rovinato tutto. Quest’anno invece ci sarò, anche perché ho parecchi clienti in zona che hanno levrieri e che io vesto. I miei cappottini ovviamente non sono adatti solo a questa razza, ma a tutte e da qualche tempo realizzo anche, sempre fatti in lana e a mano, maglioncini per i padroni, uguali a quelli per i loro amici a quattro zampe. Speriamo ci sia bel tempo e che possa essere dunque un bel fine settimana da ogni punto di vista».

IL BUCO NEL LEGNO: i giardini che rallegrano lo spirito

Luca Massi e il suo Buco nel Legno approderanno per la prima volta alle Invasioni Botaniche. «Andiamo molto per fiere e in giro ho sentito tanti che si erano trovati molto bene a Cremona. E così eccoci qui. Il mio prodotto è perfetto per arredare i giardini. Renderli allegri, originali. In giro si respira tanta voglia di ripartire, di vedere cose nuove e speriamo, anche di acquistare. Ci vediamo a Cremona!».

GIOVANNI STALLA: piante aromatiche

I florovivaisti hanno scelto la città del Torrazzo per presentare in anteprima varietà insolite, per consolidare il rapporto coi clienti dopo i lunghi periodi di chiusure forzate, per raccontare la loro passione, ma anche per infonderla a chi vorrà scoprire la bellezza del far crescere e accudire fiori e piante. Da Albenga, in provincia di Savona, arriverà ad esempio Giovanni Stalla dell’omonima azienda agricola. Per lui sarà la prima volta a ‘Le invasioni botaniche’: «Me ne ha parlato bene un collega, mi ha fatto una buona recensione e così ho deciso di provare. Anche perché fortunatamente iniziative di questo tipo sono finalmente riprese». Nell’azienda di famiglia, avviata dai nonni, portata avanti dai genitori e poi passata a lui, oggi Stalla coltiva prevalentemente fiori e piante aromatiche in vaso. «Un tempo coltivavamo verdure in campo, poi negli anni ’80-’90 siamo passati al vaso. Oggi ho una sessantina di tipi di piante aromatiche, specialmente in primavera, e a seconda della stagione anche fioriture». Secondo Stalla il lockdown con conseguente permanenza forzata a casa, ha rafforzato la passione di diverse persone per giardini e piante: «Coi ritmi di prima era difficile stare dietro anche a queste cose, ora noto che c’è più interesse per il settore».

LE ROSE: bellezza e profumi


Nella Bassa Cremonese compresa tra il fiume Oglio e il fiume Po ha invece sede l’azienda agricola Le Rose di Natale Ramponi. A San Martino del Lago coltiva numerose varietà di rose, a partire dalla capostipite: la rosa canina. «È stata quella che, dopo la glaciazione, ha dato origine a tutte le mutazioni e alle diverse varietà di rose», spiega proprio Ramponi. Ma a ‘Le invasioni botaniche’ porterà anche le rose Meilland, Tantau e Delbard: «Sono varietà a fioritura lunga, a fiore grosso, profumatissime. Bastano infatti tre steli per sostituire il diffusore del deodorante in casa – continua Ramponi –. E poi abbiamo anche rose antiche, ognuna delle quali racconta la storia dell’umanità, un frammento di eventi, dagli albori alla fine della glaciazione, ma anche passando ai giorni nostri. Si tratta, ad esempio, di rose legate a particolari momenti come vittorie su battaglie, o a grandi personaggi come filosofi, matematici, pittori». L’azienda agricola, a conduzione familiare, si estende per circa dieci ettari e vanta una lunga e vasta esperienza nel settore. Il ritorno alle esposizioni, per Ramponi, è fondamentale: «Gli eventi in presenza sono la nostra vita, quando mancano è come avere le gambe tagliate. Anche perché vendiamo solo al pubblico ed è importante anche spiegare la storia, raccontare cosa sta dietro a questa o quella rosa». Perché per ognuna di esse, c’è una storia meravigliosa e spesso antica da scoprire.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400