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CREMONA-CREMA-TREVIGLIO

Treni, pressing sulla Regione: «Ora il raddoppio della linea, non possiamo più aspettare»

Dopo l’impegno del ministero, interrogazione al presidente Fontana del consigliere dem Piloni

Cristiano Mariani

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cmariani@laprovinciacr.it

14 Settembre 2021 - 06:15

Treni, pressing sulla Regione:  «Ora il raddoppio della linea, non possiamo più aspettare»

CREMA - Se a Roma parlano ormai di «necessità», a Milano è pressing sulla giunta di Palazzo Lombardia. Sul tavolo, il raddoppio della linea ferroviaria Cremona-Crema-Treviglio, vale a dire la sola per Milano. E la stessa della quale il viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli, per conto del titolare del dicastero Enrico Giovannini, in luglio si era auspicato «l’inserimento nel prossimo contratto di programma di Rete ferroviaria italiana».

Se due mesi fa l’assist era stato servito dal deputato cremonese di lungo corso Luciano Pizzetti, è ora il compagno di partito cremasco Matteo Piloni, rappresentante del Pd tra i banchi del Pirellone, a spingere per concretizzare il sogno. Quello dei 7 mila pendolari che, ogni giorno, salgono su uno dei convogli della tratta a binario unico. Nello specifico, il già segretario provinciale democratico ha presentato un’interrogazione, con la formula della risposta scritta, indirizzata al governatore Attilio Fontana. Ma pure all’assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi.

«Vorrei sapere se il confronto con Rfi, tanto caldamente e pubblicamente auspicato dal presidente Fontana durante la sua visita a Cremona del giugno scorso — la premessa — si sia svolto e se sì, con quali esiti, soprattutto per la realizzazione del raddoppio della linea Cremona-Crema-Treviglio». «Opera necessaria — riprende le parole di Morelli il consigliere regionale — nell’ottica di rafforzare il trasporto e la mobilità su ferro».

Piloni, nel documento protocollato venerdì, sollecita più in generale chiarimenti «sul raddoppio delle linee ferroviarie a binario singolo inserite nella programmazione; nonché sullo stato dell’arte in merito alla rispettiva progettazione e realizzazione».

E sulla strada ferrata di casa, sottolinea come «a partire dal 2019, sia stata interessata da significativi interventi di manutenzione straordinaria, quali il rinnovo dei binari tra Crema e Treviglio, per circa 20 chilometri. E per altri 40 tra Cremona e Crema». Soffermandosi anche sulla sostituzione dei «deviatoi, il restyling della stazione del capoluogo provinciale, l’installazione di dispositivi tecnologici per la protezione dei passaggi a livello e il sistema di distanziamento dei treni».

Il tutto — puntualizza — per un importo di oltre 72 milioni di euro. «Per non dimenticare — la chiosa — i lavori avviati per il sottopasso di Santa Maria e quelli in procinto per la messa in sicurezza della stazione di Crema».

Insomma, un potenziamento che rischia di rimanere monco, senza un nuovo binario che impedisca la ridda di ritardi, innescata dall’impossibilità di transito contemporaneo di due convogli, se non negli spazi delle stazioni. «Se e in quale misura — il nodo focale dell’interrogazione — la giunta intende utilizzare gli stanziamenti del Piano nazione di ripresa e resilienza nei raddoppi ferroviari?». Crema— ammette a margine lo stesso Piloni — «non può più aspettare».

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