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SCONTRO FRA SINDACATI

Degani (Usb): "Vaccino, libera scelta: gli eroi oggi trattati come untori"

Cgil, Cisl e Uil: «È la loro solita polemica strumentale»

Dario Dolci

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09 Settembre 2021 - 06:30

"Vaccino, libera scelta: gli eroi oggi trattati come untori"

CREMA - Uno scontro tra sindacati, per pochi lavoratori e per poche decine di euro. L’Unione Sindacale di Base scende in campo contro le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, in merito alla posizione che queste ultime hanno preso con l’Azienda ospedaliera sull’accordo sulle Risorse aggiuntive regionali 2021, firmato di recente. «Durante l’incontro con l’Azienda — afferma Luigi Degani di Usb — i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto con forza alla direzione ospedaliera la sospensione senza stipendio per gli operatori sanitari che rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione obbligatoria. Non soddisfatti, prima di sottoscrivere l’accordo sulle risorse aggiuntive hanno chiesto che ai dipendenti non vaccinati vengano conteggiate le assenze dal servizio per positività al Covid, le quali andranno ad incidere negativamente sul calcolo della spettante quota di risorse». 

Secondo Degani, Cgil, Cisl e Uil sono stati più realisti del re. «È la prima volta che un sindacato si accanisce in questo modo contro dei lavoratori. Pensate che il direttore del personale ha sempre evitato l’argomento. Stiamo parlando di pochissimi lavoratori e poche decine di euro, perché questo accanimento? È una cattiveria». Usb dice sì ai vaccini ma senza obblighi: «Noi siamo favorevoli alla vaccinazione ma come libera scelta — afferma Degani — così, invece, sembra di essere ai tempi dell’inquisizione. Gli stessi professionisti che un anno fa venivano chiamati eroi rischiando la vita al fianco degli attuali colleghi vaccinati, adesso sono accusati ingiustamente di essere gli untori della patria, ricattati con l’arma della sospensione dello stipendio».

LA REPLICA DEI CONFEDERALI

E’ dura la replica dei sindacati confederali alle accuse lanciare dall’Usb sulla distribuzione delle risorse aggiuntive regionali. «Non c’è nessuna penalizzazione, nè accanimento – afferma Roberto Dusi della Cislma solo l’applicazione della legge e dei contratti in essere. Il delegato Usb parla per interesse personale, essendo un no vax. E’ curioso che chi beneficia di contratti che non firma, faccia una polemica strumentale su una questione così delicata soprattutto per il nostro territorio e per l’azienda ospedaliera». Dusi respinge l’accusa di discriminazione. «Noi tuteliamo i diritti di tutti i lavoratori, anche i non vaccinati, ma non possiamo firmare accordi che passino sopra a una legge. Non abbiamo mai chiesto penalizzazioni, anche se il vaccino è un requisito fondamentale per chi lavora in ospedale».

Di regole da rispettare parla anche Sabrina Negri della Cgil: «Quella di Usb è la solita strumentalizzazione. Come Cgil, insieme a Cisl e Uil abbiamo portato avanti un lavoro importante a livello di contrattazione regionale, perché queste risorse aggiuntive non sono scontate. Quanto la Regione ha concesso è il riconoscimento per la professionalità dimostrata durante la fase più acuta della pandemia da coloro che si sono spesi in prima fila. Quello firmato è un ottimo accordo e assicura un riconoscimento alla stragrande maggioranza dei lavoratori della Asst di Crema. Seguiamo le regole e non prendiamo lezioni da chi non firma nulla; se fosse per Usb on avremmo neppure un contratto nazionale».

Angelo Bonvissuto della Uil spiega il perché della proposta di non dare risorse aggiuntive a chi è assente per Covid non essendo vaccinato: «Le risorse aggiuntive regionali sono messe a disposizione per degli obiettivi fissati dalla Regione. Se gli obiettivi sono legati al contenimento della diffusione del Covd, va da sè che chi non è vaccinato non partecipa a questa azione. Se non collabori al raggiungimento di un risultato perché sei a casa malato di Covid è normale non essere premiato. Ricordiamoci che stiamo parlando appunto di premialità e non di stipendio. Non c’è nessuna caccia alle streghe, come Usb vorrebbe far credere mistificando la realtà».

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