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AFGHANISTAN AI TALEBANI

Cremona, accolta la prima famiglia. Attesi altri venti profughi

Per ora in provincia sono mobilitati i centri che fanno capo alla Prefettura. Pronti Comune e Caritas

Andrea Gandolfi

Email:

agandolfi@laprovinciacr.it

03 Settembre 2021 - 10:23

Cremona, accolta la prima famiglia. Attesi altri venti profughi

CREMONA - È operativa, la macchina della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti dei profughi afghani. Un primo nucleo famigliare (si parla di circa sei persone) è arrivato nei giorni scorsi in provincia e attualmente si trova presso uno dei Centri di accoglienza straordinari che fanno capo direttamente alla Prefettura. Lo ‘sbarco’ cremonese di chi si lascia alle spalle il terrore fondamentalista di Kabul è stato portato a termine e viene gestito nella massima riservatezza ma la notizia è stata confermata ieri direttamente dal Palazzo del Governo. A questo primo gruppo dovrebbe aggiungersi nei prossimi giorni una ventina di persone, al cui trasferimento sta già lavorando il pool che fa riferimento al prefetto, Vito Danilo Gagliardi. Tra loro anche i due afghani con rispettive famiglie che già da anni vivevano e lavoravano a Cremona, Loqman Niazai e Ramazan Ahmadzai, al momento ancora alloggiati presso l’Hub di Avezzano.


Il quadro generale è comunque in costante evoluzione; sia in ordine alle indicazioni governative sia con riferimento a possibili ulteriori richieste di accoglienza che potrebbero concretizzarsi nel breve-medio periodo. Per ora, sul territorio non è previsto il coinvolgimento diretto di altre strutture oltre ai centri di accoglienza straordinari. Ma ovviamente ci sono già contatti e disponibilità che permetteranno di puntare su una ‘rete’ più vasta — dalle amministrazioni comunali alla Caritas, ma non solo — quando ce ne sarà la necessità. «Siamo pronti e in attesa di eventuali indicazioni — confermano Rosita Viola, assessore comunale alle Politiche sociali, e il direttore della Caritas Diocesana Cremonese, don Pier Codazzi —. Se verremo chiamati a fare la nostra parte, noi ci saremo».

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